STUDIO UNIVERSAL, 07.55: Una moglie per papà

UNA MOGLIE PER PAPÀ di Jessie Nelson. Con Whoopi Goldberg, Tina Majorino, Ray Liotta, Wendy Crewson. USA, 1994. Commedia.

Film d’esordio di Jessie Nelson, Una moglie per papà ha ricevuto una nomination agli American Comedy Award, una ai CFCA Award ed una agli Young Artist Award. Dall’improvvisa morte della madre, la piccola Molly Singer non parla più; il padre, il pubblicitario Manny Singer, ha bisogno di una governante per la casa e per la bambina, e dopo vari tentativi assume Corrina Washington, l’unica donna per cui Molly abbia mostrato un minimo interesse. Col tempo, Corrina riesce a creare un legame unico con la bambina, e piano piano si avvicina emotivamente anche a Manny…ma nell’America di fine anni Cinquanta non è affatto facile per una donna nera essere accettata all’interno di una famiglia di bianchi.

Esordiente al cinema come attrice nell’improbabile Mia moglie è una pazza assassina? di Thomas Schlamme, Jessie Nelson aveva in realtà studiato da regista e sceneggiatrice, ed un anno dopo la sua prima prova attoriale si riappropria di ruoli a sé più congeniali con un progetto personalissimo, che scrive, dirige e produce. Una moglie per papà è la storia, sempre a metà tra la commedia sentimentale e il dramma, di una donna di colore che negli anni Cinquanta fa breccia nel cuore di una famiglia bianca della medio-alta borghesia americana, guarendo le ferite di padre e figlia dopo la morte della madre; l’assunto è, almeno in parte, autobiografico, e Jessie Nelson, rimasta orfana di madre da bambina, proietta tutti i propri sogni e le proprie speranze d’infanzia nel personaggio di Corrina, una materna e brillante Whoopi Goldberg, che arriva ad incarnare tutto il meglio che ci si potrebbe aspettare da una matrigna, una donna amorevole, colta, intelligente, spiritosa, vivace, coraggiosa, determinata, divertente, che rimette pazientemente a posto i pezzi di una vita andata in frantumi. La super-tata che si presenta come in Mary Poppins (senza volare) e che sfoggia una cultura accademica poliedrica, un animo d’artista e finissime doti di psicologa è probabilmente un po’ troppo per un film solo, e per quanto la Goldberg sia indubbiamente brava ed il suo personaggio risulti simpatico e piacevole, rimane sempre fin troppo artificiale, un elemento quasi sovrannaturale inserito in un contesto che vorrebbe essere realistico, e che tradisce la propria origine di sogno più che mai personale. Bravissima senza se e senza ma, invece, la piccola protagonista Tina Majorino, bambina problematica che perde ogni desiderio di relazionarsi col mondo dopo la morte della madre, protagonista di un commovente ritorno alle relazioni ed alla comunicazione che si muove passo passo, attraversando un improvvisato linguaggio dei segni ed una catartica tartaruga di nome Lois, e regalando momenti divertenti ma anche tenerissimi come i ripetuti furti di sigarette ai danni del genitore e della tata. Ray Liotta è un protagonista maschile senza infamia e senza lode, che riesce bene a mostrare le contraddizioni di un uomo se possibile ferito quanto la figlia, ma con molta più difficoltà ad ammetterlo, in primo luogo a se stesso; dove il suo personaggio comincia a scricchiolare, più per vizi di sceneggiatura che non di interpretazione, è proprio nell’inevitabile storia con Corrina, affrontata quasi timidamente e sempre in punta di piedi, in un pudore spesso fuori luogo che finisce col falsare la realtà di una relazione interrazziale nell’America degli anni Cinquanta smussandone le difficoltà per renderla più appetibile al grande pubblico (o, più probabilmente, per mantenere inalterata l’aura quasi fiabesca della storia, che pare non essere troppo toccata da un’ambientazione che fa capolino solo tra gli opposti razzismi, sempre molto discreti, di Jenifer Lewis e Wendy Crewson). Una moglie per papà (improponibile il titolo italiano) scorre via piacevolmente, ma rimane sempre incerto sul tono da tenere, perennemente sospeso tra realtà e fiaba, tra memoria e speranza, un film probabilmente terapeutico per l’autrice, ma proprio per questo incapace di parlare a tutti.

TITOLO ORIGINALE: Corrina, Corrina

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