RAIMOVIE, 20.05: I diavoli volanti

I DIAVOLI VOLANTI di A. Edward Sutherland. Con Stan Laurel, Oliver Hardy, Jean Parker, Reginald Gardiner. USA, 1939. Commedia.

Remake de I due legionari di James W. Horne, I diavoli volanti è il primo film di Laurel & Hardy prodotto dalla RKO. Parigi, 1930: Ollio è depresso per il rifiuto di Giorgetta, donna di cui è perdutamente innamorato, e tenta il suicidio. Un uomo di passaggio consiglia a lui ed all’amico Stanlio di arruolarsi piuttosto nella Legione Straniera per dimenticare le pene d’amore. I due seguono l’imbeccata e finiscono col partire alla volta del Marocco. Le condizioni di vita non proprio agevoli nella Legione li portano però a rimpiangere presto la scelta, specie quando i due, che credevano di potersi “licenziare” a piacimento, si trovano ad essere condannati come disertori…

Dopo vent’anni di collaborazione con Hal Roach e la MGM, l’inossidabile coppia comica formata da Stan Laurel e Oliver Hardy (Stanlio & Ollio in Italia), priva all’epoca di un contratto di esclusiva al contrario di molte altre star, “tradì” la storica produzione in favore di Boris Morros e della RKO Radio Pictures. A. Edward Sutherland (che, sul set, arrivò quasi alle mani con Laurel, con cui non lavorò mai più) dirige un remake de I due legionari, in una versione quasi totalmente modificata della storia e per una durata doppia, portando a 69 minuti i 35 dell’originale. Per una serie di motivi, non ultima la mancanza di diritti d’autore sul film, I diavoli volanti è sempre stato una delle pellicole più viste e popolari della celebre coppia, ma anche una delle più fiacche, con i cattivi rapporti sul set che sono inevitabilmente andati a incidere sull’atmosfera generale e i due protagonisti che dimostrano comunque una certa stanchezza. Nonostante il film sia decisamente più lento e meno incisivo di molti altri del duo, comunque, non mancano alcune scene esilaranti, in primis l’ormai leggendaria sequenza della lavanderia, con una montagna di panni da lavare che è rimasta iconica. Inaspettato anche il dolceamaro finale, che pur rallegrando l’ambiente con un cavallo con baffi e bombetta, porta una certa malinconia alla commedia che non è affatto comune nei film dei due attori. Nella versione italiana, poi, la Shine On, Harvest Moon di Nora Bayes e Jack Norworth, ricantata da Ollio per i legionari, diventa l’assurda Guardo gli asini che volano nel ciel, riscritta sulla melodia di A zonzo di Gino Filippini: il risultato finale, con Alberto Sordi che gorgheggia puri nonsense, è un piccolo capolavoro, una canzone demenziale e orecchiabilissima che è diventata un fenomeno di costume. Il resto è pura routine per la coppia, tra gag slapstick che vedono solitamente il povero Hardy colpito ripetutamente con vari oggetti contundenti, incomprensioni che generano i soliti, inevitabili scontri con l’autorità di turno (i due improbabili legionari che chiedono un miglioramento delle condizioni lavorative è una scena da antologia), e il vecchio, confortante gioco degli equivoci, che si risolve stavolta in un assurdo triangolo amoroso tra Oliver Hardy, Jean Parker e Reginald Gardiner. Da un tentato suicidio sulla Senna ad un indiavolato inseguimento aereo sul deserto marocchino, I diavoli volanti diverte quanto basta, regala un paio di momenti sinceramente esilaranti, e riesce a rendere comunque piacevoli tutti gli altri; al di sotto della media della coppia, indubbiamente, ma una commedia inferiore all’eccellenza è ad ogni modo una buona commedia.

TITOLO ORIGINALE: The Flying Deuces

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