SKY CINEMA FAMILY HD, 17.45: Il viaggio di Arlo

IL VIAGGIO DI ARLO di Peter Sohn. Con (voci) Raymond Ochoa, Jeffrey Wright, Steve Zahn, Jack Bright. USA, 2015. Animazione.

Film d’esordio di Peter Sohn, Il viaggio di Arlo ha vinto tre VES Award, un Annie e un BMI Film Music Award, ed ha ricevuto altre trentanove nomination. E se un meteorite non avesse colpito la Terra 65 milioni di anni fa, portando all’estinzione i dinosauri? In questo mondo, i dinosauri si sono evoluti, sono diventati intelligenti ed hanno formato una propria società. Arlo è un giovane apatosauro, gracile, debole e irrimediabilmente fifone, che vive nella fattoria di famiglia con i genitori e i fratelli. Quando il padre muore in un tragico incidente, Arlo fa del suo meglio per aiutare la madre con la fattoria, ma cercando di uccidere un pericoloso parassita (un umano) cade nel fiume, venendo trasportato a chilometri di distanza. Proprio in compagnia del “parassita”, Arlo dovrà trovare il modo di tornare a casa.

John Lasseter aveva cominciato a lavorare al “progetto sui dinosauri della Pixar” già nel 2009, ma la produzione era stata tutt’altro che semplice: la sceneggiatura venne riscritta più volte, il regista cambiato altrettante, la data di uscita continuamente posticipata, e alla fine tutto quel che rimaneva dell’idea originale era Frances McDormand nel cast come madre del protagonista, mentre gli altri attori, la troupe, la trama e perfino il titolo erano stati modificati. Soprattutto, lo slittamento della data d’uscita portò Il viaggio di Arlo fino al 2015, costringendolo ad un impari confronto con lo splendido Inside Out di Pete Docter rilasciato dagli studios lo stesso anno, che per forza di cose arrivò ad eclissarlo completamente. Indubbiamente il film dell’esordiente Peter Sohn si rivolge ad un pubblico più infantile di quanto non faccia quello di Docter, e lo svolgimento ricalca senza troppe variazioni la storia di formazione classica, con il piccolo dinosauro protagonista che, da pauroso e insicuro, cresce e impara ad affrontaare le proprie paure e ad avere più fiducia in se stesso. Come da stile Pixar, però, la sensibilità con cui il materiale è trattato e l’inventiva con cui gli sceneggiatori (in questo caso Meg LeFauve) inseriscono trovate semplicemente geniali in un contesto inaspettato, sono uniche e tali da regalare uno spettacolo che meriti comunque la visione. La storia inizia su una Terra alternativa in cui i dinosauri non si sono mai estinti, e sono arrivati a formare una società ricalcata su quella del Vecchio West americano: gli erbivori sono diventati agricoltori, e gli apatosauri che formano la famiglia di Arlo gestiscono una fattoria di mais che, tra incredibili sistemi di irrigazione e un branco di cattivissimi ornithomimi tenuto come galline, riserva qualche divertente sorpresa; diversa la “carriera” dei carnivori, con tre tirannosauri mandriani guidati da un autoironico Sam Elliott che difendono i propri bisonti giganti da velociraptor reinventatisi ladri di bestiame (e rappresentati, peraltro, in maniera molto più realistica che nei vari Jurassic Park); chiudono la galleria uno strambo stiracosauro sciamano (doppiato dal regista stesso) ed una gang di pterosauri dalle cattive intenzioni, quasi “motociclisti” che seguono la tempesta per nutrirsi dei feriti che lascia dietro di sé. Non manca, ovviamente, l’elemento umano, ribaltato però in una prospettiva unica: il simpaticissimo Spot è e rimane solo un animaletto particolarmente intelligente in un mondo in cui sono gli animali ad essere “umani”, e la sua amicizia con Arlo è quella che potrebbe legare un bambino al suo cucciolo. Con svariati omaggi ai classici dello western, incluso un arrangiamento del celebre tema de I magnifici sette che accompagna Sam Elliott, ed altri meno ovvi (decisamente inaspettata la bizzarra citazione a L’orso di Jean-Jacques Annaud), Sohn accompagna i propri protagonisti in un’avventura che non cessa di stupire con paesaggi resi da una grafica allo stato dell’arte e dinamiche relazionali semplici ma incisive, con trovate originali e fantasiose ed un finale che, per quanto scontato, risulta nientedimeno commovente e intenso. Il viaggio di Arlo è un’avventura di formazione vecchio stile, con alcuni momenti inaspettatamente cupi ed uno spirito classicheggiante che lascia comunque spazio a idee originali, un road movie accompagnato da una colonna sonora sempre all’altezza, con personaggi ben scritti ed una regia sicura nonostante l’esordio: un bel film per famiglie, purtroppo penalizzato da un pessimo tempismo nella distribuzione.

TITOLO ORIGINALE: The Good Dinosaur

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