SKY CINEMA MAX HD, 21.00: L’esorcista – La genesi

L’ESORCISTA – LA GENESI di Renny Harlin. Con Stellan Skarsgård, Izabella Scorupco, James D’Arcy, Remy Sweeney. USA, 2004. Horror.

Prequel de L’esorcista di William Friedkin, L’esorcista – La genesi ha ricevuto una nomination ai Teen Choice Award, una ai DFWFCA Award e due ai Razzie (Peggior Regista, Peggior Remake o Sequel). 1949: Lankester Merrin, giovane prete olandese, ha perso la fede dopo gli orrori cui ha assistito durante la Seconda Guerra Mondiale. Rinomato archeologo, Merrin viene contattato da un collezionista, Semelier, che lo invita in Kenya: qui una spedizione britannica ha portato alla luce una antica chiesa bizantina, nella quale potrebbe essere custodita una reliquia di grande valore, una statuetta raffigurante il demone Pazuzu. Merrin accetta di trovare la reliquia per Semelier, ma si troverà davanti ad un Male senza precedenti.

Piaccia o meno, L’esorcista rappresenta una svolta epocale nell’horror, punta di diamante del cinema popolare degli anni Settanta che reinventò un genere di nicchia e lo arricchì di inaspettati risvolti psicologici e di contaminazioni stilistiche e narrative dal giallo, dal dramma, dal thriller psicologico. Dopo due sequel che non riuscirono a doppiare il successo del film di Friedkin, l’universo dello scrittore William Blatty sembrava finito nel limbo creativo in via definitiva, ma difficilmente a Hollywood ci si rassegna alla morte di un franchise potenzialmente redditizio: con John Frankenheimer alla regia, fu commissionato un prequel al primo film, che raccontasse il primo incontro tra il Padre Merrin di Max Von Sydow e il demone Pazuzu. In seguito alla prematura morte di Frankenheimer, il progetto fu affidato a Paul Schrader, ma la sua versione non soddisfò affatto i produttori, che decisero di accantonarla, scritturando poi Renny Harlin perché rigirasse il film per intero, mantenendo dalla versione di Schrader (poi redistribuita come Dominion: Prequel to the Exorcist, decisamente migliore) solo Stella Skarsgård nel ruolo del giovane Merrin. L’esorcista – La genesi risente indubbiamente del continuo passaggio di mani, ma non basta certo questo a giustificare il completo disastro della versione definitiva, un film incoerente non solo con la mitologia già tracciata dai precedenti tre film della saga, ma contraddittorio anche preso a sé. Già l’apertura denuncia uno spirito spiccatamente americano (e non in senso buono) nell’ambientazione, una chiesa kenyota risalente al 500 d.C. attribuita a Giustiniano e adornata con mosaici bizantini e statue rinascimentali, in un sincretismo capace di causare un attacco cardiaco a qualsiasi storico, dell’arte o meno. Non bastasse la superficialità della messa in scena, la storia scritta da William Wisher Jr. e Caleb Carr è zeppa di contraddizioni e buchi narrativi, uno spettacolo senza cervello che insegue lo spavento ed il ribrezzo presentandoli però in forma fin troppo volgare e fracassona per risultare impressionante, portando ad un colpo di scena finale incompatibile con una serie di indizi inconcludenti seminati per un puro gioco senza capo né coda (le iene? Il sangue mestruale?). Skarsgård fa del proprio meglio per essere un degno successore di Max Von Sydow, ma la sceneggiatura azzoppa anche la sua performance, aggiungendo un flashback potenzialmente interessante e disturbante, ma rovinato da una resa che pesca a piene mani da stereotipi da immaginario filmico, con tanto di neve che ammanta i poveri cittadini vittime della rappresaglia nazista. Lo scontro finale tra Merrin e Pazuzu vorrebbe essere epico ma si rivela risibile e insensato, corrispondente peraltro ad una logica di violenza che non trova spazio nella visione di Blatty o in una qualsiasi dinamica da horror religioso. Se la cavano piuttosto bene gli attori comprimari, nonostante i pasticci nella creazione dei personaggi di Izabella Scorupco e James D’Arcy, ma agli antagonisti non va altrettanto bene, con in testa un Julian Wadham che dà il peggio di sé nei caricaturali panni del Maggiore Granville. Un’operazione del tutto inutile portata a termine nel peggior modo possibile, L’esorcista – La genesi riesce ad essere leggermente migliore del pessimo L’esorcista II – L’eretico di John Boorman, non che questo rappresenti un vanto. Decisamente meglio cestinare La genesi e recuperare il bistrattato Dominion.

TITOLO ORIGINALE: Exorcist: The Beginning

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