NOVE, 21.15: La giuria

LA GIURIA di Gary Fleder. Con John Cusack, Gene Hackman, Rachel Weisz, Dustin Hoffman. USA, 2003. Thriller.

Tratto dall’omonimo romanzo di John Grisham, La giuria ha ricevuto una nomination ai Golden Trailer, una agli Edgar ed una ai PFS Award. New Orleans: un uomo entra in un ufficio finanziario, spara e uccide alcuni dei suoi ex colleghi, poi si suicida. Celeste Wood, moglie di una delle vittime, fa causa alla Vicksburg Firearms, la ditta produttrice dell’arma usata dallo squilibrato. L’avvocato dell’accusa e quello della difesa si preparano per un uno scontro epocale, ma il secondo è aiutato da Rankin Fitch, noto consulente per la giuria, che non ha mai perso un caso. Uno dei giurati selezionati però, il commesso Nicholas Easter, sembra uscire continuamente dagli schemi disegnati da Fitch…

Era dal 1997 che la Regency Enterprises tentava di portare sullo schermo il romanzo La giuria del maestro dei thriller legali John Grisham; la storia del braccio di ferro segreto e serratissimo per influenzare la giuria, dietro le quinte di un processo contro un’industria di tabacco accusata dalla moglie di una vittima di cancro ai polmoni, era un’idea quanto mai attuale e di sicuro appeal, ma la difficile scelta del regista e dell’attore protagonista (Joel Schumacher, Mike Newell, Will Smith e Edward Norton tra i nomi considerati) portò la produzione ad un continuo ritardo. Nel 1999, poi, Michael Mann firmò Insider – Dietro la verità, che ispirandosi ad un fatto realmente accaduto racconta guarda caso una causa contro un’industria produttrice di sigarette. Nel frattempo, Gary Felder era stato scritturato come regista, e si trovò costretto a modificare l’assunto per evitare uno scomodo confronto con Mann: con le porte spalancate dal Bowling a Columbine di Michael Moore, La giuria cambia bersaglio e si lancia sulle lobby dei produttori di armi, altro tema estremamente delicato negli States e passibile di interessanti riletture. John Cusack guida il cast nei panni dell’ambiguo e misterioso protagonista, un giurato che ha chiaramente qualcosa da nascondere, e la cui storia rappresenta il vero giallo dell’assunto; al suo fianco un Gene Hackman gigantesco, che nel ruolo del cinico e spietato Rankin Fitch regala un antagonista mefistofelico e brillante, che incarna una serie di scomodi dubbi sull’efficacia dell’intero sistema giudiziario americano. I due si impegnano in una snervante partita a poker, che pur limitando al massimo le scene d’azione propriamente dette (che sono peraltro i momenti meno efficaci dell’intero film) tiene avvinti con una tensione abilmente costruita, e garantita da un materiale di partenza tutt’altro che di seconda mano, grazie alla tela di intrighi e misteri sapientemente tessuta da Grisham. Il dramma legale in senso stretto, condotto con gli usuali strumenti dall’onesto e “vecchia maniera” Dustin Hoffman e dallo smaliziato e gigione Bruce Davison, non è che la punta dell’iceberg, mentre Felder conduce lo spettatore attraverso una serie di snervanti impasse morali che danno carburante al thriller, tra la misteriosa Rachel Weisz che gioca al gatto col topo con entrambi gli schieramenti, Cusack che manipola i giurati con una facilità impressionante (e preoccupante) e Hackman che tenta di stare sempre un passo avanti a tutti gli altri, con ogni mezzo. Pur con alcuni momenti trascurabili, compreso purtroppo un finale che ricade in un politicamente corretto squisitamente statunitense, La giuria riesce nell’intento non solo di costruire un thriller pensato e pensante, caratterizzato da un ritmo incalzante e da una tensione con pochissimi punti morti, ma a muoversi su un doppio binario che continua a stuzzicare l’etica e le posizioni politiche del pubblico, lanciando provocazioni su temi che non cessano di essere attuali e che solo teoricamente riguardano il puro buonsenso, considerati gli interessi in gioco. Felder si distanzia sufficientemente da Insider, e confeziona uno dei migliori adattamenti di Grisham di sempre, unendo suggestioni stile La parola ai giurati alla furia riformista di un Michael Moore: inaspettatamente, un ottimo thriller.

TITOLO ORIGINALE: Runaway Jury

Annunci

2 Comments

  1. Film discreto, ma il romanzo da cui è tratto è davvero eccezionale… lo consiglio caldamente agli amanti dei legal thriller che per caso – ma non credo – non lo abbiano ancora letto…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...