STUDIO UNIVERSAL, 12.55: Un mercoledì da leoni

UN MERCOLEDÌ DA LEONI di John Milius. Con Jan-Michael Vincent, William Katt, Gary Busey, Patti D’Arbanville. USA, 1978. Drammatico.

Ispirato al racconto autobiografico No Pants Mance di Dennis Aaberg, Un mercoledì da leoni ha ricevuto una nomination agli IMFCA Award ed uno al Premio per il Miglior Film Straniero all’Accademia Giapponese. California, primi anni Sessanta: tre amici, lo scavezzacollo Matt Johnson, il folle Leroy Smith ed il serio e pacato Jack Barlow condividono un’inesauribile passione per il surf, sport nel quale sono maestri. Per quanto le tavole e le onde siano tutta la loro vita, però, i tre dovranno presto scendere a patti con una realtà che attorno a loro continua ad avanzare, tra matrimoni, lauree, figliolanze, e lo spettro della Guerra nel Vietnam che si affaccia prepotentemente sulle loro vite.

John Milius, cresciuto in California, aveva vissuto assieme allo scrittore e sceneggiatore Dennis Aaberg diversi anni della propria giovinezza sulle spiagge di Malibu, anni romanzati in un racconto di Aaberg pubblicato su Surfer Magazine. Al suo quarto film, Milius decide di ripercorrere proprio assieme ad Aaberg quel periodo della propria vita, rileggendo alla sua luce anche il passaggio d’epoca che ha interessato gli Stati Uniti tra gli anni Sessanta e Settanta. Tornando sullo splendido scenario delle spiagge californiane, i due scrivono Un mercoledì da leoni, riproducendo nei tre protagonisti del film figure di surfisti che avevano conosciuto durante la propria giovinezza: Jan-Michel Vincent è Matt, fragile e smargiasso, un eterno bambino che si rifiuta ostinatamente di crescere; William Katt è Jack, unico del trio a non sacrificare la propria maturità alla propria passione, capace di prendere scelte scomode e di non seguire sempre e solo il proprio gusto; Gary Busey è Leroy, elemento anarchico e spiantato, caratterizzato da una gioviale follia che si riversa tanto tra le onde quanto nella vita privata. I tre sono il fulcro dell’attenzione della vita di spiaggia che attorno a loro si sviluppa, un microcosmo in cui loro sono le star e il surf è l’unica ragione di interesse e perfino di vita. La Storia, però, si rivela un ospite invadente, e Milius la fa intervenire nella vita dei tre attraverso l’unico linguaggio che questi comprendono, quello delle onde: le quattro grandi mareggiate del film arrivano nel 1962, nel 1965, nel 1968 e nel 1974, date che colpiscono l’immaginario e la coscienza americani come le onde anomale su cui i surfisti danzano, e che portano con sé una necessaria, per quanto continuamente evitata, presa di posizione. Dall’età dell’innocenza dei primi anni Sessanta alla Guerra del Vietnam, dalle proteste giovanili del ’68 alla definitiva morte dei sogni e degli ideali negli anni Settanta, Matt, Jack e Leroy affrontano il passaggio d’età personale e collettivo ognuno a suo modo, col primo che tenta continuamente di fuggire, il secondo che fa solo ciò che ritiene essere suo dovere, il terzo che si mantiene all’interno del proprio microcosmo intoccato da ogni evento esterno. Maestro del linguaggio epico in primo luogo, Milius racconta i re del surf come fossero eroi omerici, aiutato in questo dall’imponente colonna sonora di Basil Poledorius e da un’ambientazione naturale che da sola sarebbe più che in grado di garantire l’afflato mitologico della narrazione. Attraverso la propria autobiografia, Milius racconta anni fondamentali per un’America che abbandona l’infanzia e abbraccia una maturità di compromessi e disillusioni, e lo fa con un film dal respiro ampio e dai ritmi solenni, più che un’operazione nostalgica per un’epoca che non tornerà un solenne epitaffio alla stessa. Potente, maestoso, fortemente allegorico senza essere artificioso o autocompiaciuto, Un mercoledì da leoni è il frutto di una riflessione autoconsapevole su un’era e sulla generazione che l’ha vissuta, un pezzo di storia arricchito da tutta la passione di chi ha visto se stesso e il proprio paese perdere una parte di sé in un processo di crescita forse necessario, ma quantomai doloroso.

TITOLO ORIGINALE: Big Wednesday

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