PREMIUM ENERGY, 21.15: Payback – La rivincita di Porter

PAYBACK – LA RIVINCITA DI PORTER di Brian Helgeland. Con Mel Gibson, Gregg Henry, Maria Bello, David Paymer. USA, 1999. Azione.

Tratto dal romanzo Anonima carogne di Donald E. Westlake, Payback – La rivincita di Porter ha vinto un BMI Film Music Award ed il Premio del Pubblico al Cognac Festival du Film Policier, ed ha ricevuto una nomination ai Saturn Award ed una ai Blockbuster Entertainment Award. Porter e Val, ladri di professione, derubano la malavita cinese per un bottino di 140,000$; invece di dividere, però, Val tradisce Porter, ed assieme alla moglie di lui Lynn fugge con tutti i soldi lasciando l’amico per morto. Sopravvissuto, Porter si rimette faticosamente in piedi, e dopo alcuni mesi di assenza torna in azione con l’unica intenzione di uccidere i traditori e riprendersi i 70,000$ che gli spettano. Nel frattempo, però, Val si è alleato a potenti gangster…

Il romanzo Anonima carogne di Richard Stark (pseudonimo di Donald E. Westlake) aveva già dato origine a Senza un attimo di tregua di John Boorman e, successivamente, al semi-parodistico L’ultimo contratto di George Armitage; solo due anni dopo, per il proprio esordio alla regia Brian Helgeland si cimenta con il mondo hard boiled di Westlake, in una versione nostalgica e quasi crepuscolare del suo romanzo. Payback – La rivincita di Porter parte come un revenge movie che segue tutti i canoni dell’action, ma vira bruscamente toni e topoi narrativi ribaltando le carte in tavola e prendendo la strada di un noir adrenalinico sempre caratterizzato da una certa malinconica autoironia. Mel Gibson, protagonista lontano anni luce dai vari Arma letale, omaggia i classici e guarda a Steve McQueen, regalando un antieroe a tratti disturbante, non di molto migliore dei “cattivi” cui dà la caccia (per quanto la versione distribuita nelle sale, pesantemente rimaneggiata, sia decisamente più politicamente corretta del Director’s Cut), un ladro tenebroso e violento che si muove perfettamente a proprio agio in un mondo a tinte seppia; al suo fianco, Maria Bello è la prostituta Lynn, altra anti-eroina che risulta una figura positiva solo perché confrontata alla dominatrix Lucy Liu ed alla tossicodipendente Deborah Kara Unger. Lo scialbo villain di Gregg Henry viene presto scartato in favore di presenze sceniche ben più imponenti, Kris Kristofferson (il cui personaggio non a caso si chiama “Bronson”) e James Coburn, capaci di mangiarsi lo schermo senza troppi problemi, oscurando a tratti perfino il protagonista. Sceneggiatore esperto, Helgeland costruisce una trama solida fatta di colpi di scena e scatole cinesi, facilitandosi il compito di regista con binari precisi da seguire in una struttura di sicuro effetto, che spazia dall’action iper-violento al noir riflessivo senza soluzione di continuità. Nella visione originale del regista, il film avrebbe dovuto essere girato in bianco e nero, il personaggio di Porter era decisamente più negativo e l’happy ending decisamente più ambiguo (mentre il personaggio di Kristofferson era una donna), ma la produzione, nella persona di John Myhre, intervenne per rendere la pellicola più appetibile al grande pubblico modificando senza troppi complimenti una buona metà del film: il risultato finale è un film d’azione comunque godibilissimo, ironico a sufficienza da divertire anche i non appassionati del genere, ma che trasmette però l’idea di una storia che vorrebbe essere e dire di più di quanto non faccia. Riuscire a intrattenere e divertire nonostante un’ingerenza autoriale pesante, ad ogni modo, non è impresa da poco, e Payback – La rivincita di Porter rimane tutto sommato un buon film, con alcuni momenti notevoli (il confronto telefonico tra Gibson e Kristofferson, la scena di apertura sul tavolo operatorio) ed altri sufficientemente divertenti per quanto trascurabili. Piacevolmente cattivo e dark, con qualche punta di malinconia e con una pervasiva ironia che non guasta mai, Payback rimane un interessante tentativo di rivisitazione del noir, tra un’affettuosa nostalgia ed una rassegnata consapevolezza di essere fuori tempo massimo.

TITOLO ORIGINALE: Payback

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