AL CINEMA: The Bye Bye Man

THE BYE BYE MAN di Stacy Title. Con Douglas Smith, Cressida Bonas, Lucien Laviscount, Doug Jones. USA, 2017. Horror.

Tratto da The President’s Vampire di Robert Damon Schneck, The Bye Bye Man è il quarto film di Stacy Title. Elliot si trasferisce in una grande casa affittata assieme alla fidanzata Sasha ed al migliore amico John. Esaminando un vecchio comodino, il ragazzo trova scritto su un cassetto un mantra infinito fatto di “Non dirlo! Non pensarlo!” e, sotto di questo, un curioso nome, “The Bye Bye Man”. Da questo momento nella casa cominciano ad accadere fatti strani: tutti e tre gli inquilini vedono cose che non ci sono, sentono strani rumori, sono nervosi ed aggressivi. Indagando sul passato della casa e su Bye Bye Man, Elliot scopre che questo nome è legato ad alcuni fatti di sangue negli anni Sessanta: come allora, il mostro sta venendo a prendere tutti quelli che conoscono il suo nome…

In un vecchio gioco per bambini impossibile da vincere, un giocatore dice all’altro: “Non pensare ad un elefante”, col solo e immediato effetto di portare l’altro a pensare proprio ad un elefante; il principio di The Bye Bye Man, horror indipendente del semisconosciuto Stacy Title, è pressappoco lo stesso: un mostro assassino uscito dalle migliori tradizioni slasher viene evocato dicendone o anche solo pensandone il nome, nome che diventa impossibile da dimenticare al momento in cui l’unico imperativo è non pensarci. Lo spunto per il film viene da Robert Damon Schneck, scrittore autoproclamatosi esperto di paranormale che nel suo The President’s Vampire raccoglie storie vere (?) legate al mondo dell’occulto negli Stati Uniti, e che nel capitolo The Bridge to Body Island parla di fatti di cronaca connessi a questo fantomatico killer innominabile. Il rischio di copia-incolla da innumerevoli horror analoghi è grande, e Stacy Title purtroppo ci cade con tutte le scarpe, realizzando un parente stretto dell’iconico Candyman – Terrore dietro lo specchio di Bernard Rose, per quanto il muto e beffardo Bye Bye Man di Doug Jones, sicuramente inquietante, non abbia comunque un briciolo del carisma e del fascino del killer uncinato di Tony Todd. Anche se indubbiamente familiare, comunque, l’idea iniziale di The Bye Bye Man risulta divertente e funzionale, grazie soprattutto ad un incipit datato anni Sessanta che instilla una sana inquietudine sociale ed una evoluzione da casa stregata lenta abbastanza da creare atmosfera prima di puntare tutto sullo spettacolo; qualcosa nella sceneggiatura di Jonathan Penner, però, va presto storto, ed il film subisce una brusca accelerazione dopo pochissimo, saltando processi narrativi o evoluzioni psicologiche minimamente credibili per lanciarsi nel mezzo dell’azione senza troppa attenzione all’efficacia del tutto. Quanto segue è un horror che ricorda un po’ il Final Destination di James Wong, un po’ il Babadook di Jennifer Kent, un po’ il Boogeyman – L’Uomo Nero di Stephen Kay, e miriadi di altri (Punto di non ritornoItThe ConjuringL’esorcistaNightmare…), in un collage che non aiuta certo una suspense che tende a latitare. Il cast principale non risulta all’altezza, con Douglas Smith e Cressida Bonas sotto i livelli di guardia, ma gli attori secondari, Michael Trucco e Carrie Anne Moss in primis, aiutano a risollevare un minimo le sorti del film, per quanto penalizzati da una sceneggiatura che mette loro in bocca battute a tratti inascoltabili (imbarazzante la scena dell’interrogatorio). Alcune scene sono di sicuro effetto, e sono quelle in cui Title attinge direttamente alla dimensione più primordiale della paura, quella infantile: vestiti appesi che nell’oscurità sembrano persone immobili, strani rumori fuori dalla porta, cantine buie, tutti elementi manipolati per risultare squisitamente spaventosi; funziona meno la parte sociale, che mette i protagonisti l’uno contro l’altro facendo leva su legami non così solidi come in apparenza attraverso forze emozionali come la gelosia, risultando in una soap opera non sempre funzionale. Nelle intenzioni almeno un buon horror, The Bye Bye Man si perde in una serie di echi, omaggi o palesi copiature, in una recitazione quasi dilettantesca ed in una regia che non sembra decidersi su quale tono assumere, con Title che mantiene ambizioni à la Wan senza averne gli strumenti né il talento. Purtroppo, un’occasione sprecata.

TITOLO ORIGINALE: The Bye Bye Man

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...