NOVE, 21.15: Baby Birba – Un giorno in libertà

BABY BIRBA – UN GIORNO IN LIBERTÀ di Patrick Read Johnson. Con Adam Robert e Jacob Joseph Worton, Joe Mantegna, Brian Haley, Joe Pantoliano. USA, 1994. Commedia.

Secondo film di Patrick Read Johnson, Baby Birba – Un giorno in libertà è il film d’esordio dei gemelli Adam e Jacob Worton. Benniston Austin Cotwell IV, detto “Birba”, è il giovanissimo rampollo di una ricca famiglia. Quando i facoltosi genitori decidono di farlo fotografare da una rivista per introdurlo in società, tre malviventi, Eddie, Veeko e Norby, si sostituiscono ai fotografi per rapire il bambino e chiedere un riscatto milionario. Il piano ha successo, ma i tre criminali si accorgeranno presto che gestire il piccolo potrebbe essere un’impresa al di là delle loro forze: il bimbo, infatti, comincia a seguire alla lettera il suo libro preferito, Il bambino va in città, e fugge nella metropoli alla ricerca dei luoghi della storia. Riacciuffarlo non sarà affatto facile…

Per qualche curioso motivo, a cavallo tra gli anni Ottanta e i Novanta il cinema americano era invaso da un’orda di super-neonati, giovanissimi eroi che pur lontani dall’età della ragione tenevano in scacco tutti gli adulti della pellicola, monopolizzando il panorama delle commedie con gag slapstick e situazioni al limite del cartoonesco. Specialista del genere era sicuramente John Hughes, ex-National Lampoon, sceneggiatore dietro ai successi commerciali di Mamma, ho perso l’aereo! e sequel, Dennis la minacciaIo e zio Buck; colta dalla febbre della commedia neonatale, la 20th Century Fox commissiona a Hughes una nuova avventura con protagonista un furbissimo infante, affidandone poi la regia al semi-sconosciuto Patrick Read Johnson di Spaced Invaders. Inutile aspettarsi qualcosa di minimamente diverso dall’ovvio risultato: Baby Birba – Un giorno in libertà è assolutamente identico alle miriadi di altre pellicole su bambini super-intelligenti (o incredibilmente fortunati) che mettono puntualmente nel sacco i cattivi adulti che vorrebbero rapirli, distinguendosi casomai al ribasso. Johnson punta tutto sulla naturale simpatia e sulla tenerezza suscitata dai giovanissimi protagonisti, i gemellini Adam Robert e Jacob Joseph Warton, che vestono alternativamente i panni del Baby Birba del titolo (curiosa traduzione del nomignolo “Bink”), piccoli effettivamente simpaticissimi e straordinariamente espressivi, ma che non sono per forza di cose sufficienti a sostenere da soli il peso dell’intero film; a dare la caccia al pargolo tre improbabili rapitori interpretati da Joe Mantegna, Brian Haley e Joe Pantoliano, criminali incompetenti e impacciati che richiamano alla memoria i due villain di Joe Pesci e Daniel Stern nei primi due Mamma, ho perso l’aereo! (e che vengono ugualmente bistrattati e bastonati). Piuttosto inutili invece Matthew Glave e Lara Flynn Boyle nel ruolo dei genitori e Fred Thompson in quello dell’agente FBI incaricato del ritrovamento, tutti personaggi lasciati totalmente ai margini di una vicenda che si regge da sola su singoli episodi caratterizzati da un umorismo rigorosamente infantile. Il piccolo Bink/Birba si aggira gatton gattoni per le strade di una città chiaramente modellata su New York, attraversando un centro commerciale, uno zoo (con tanto di comparsa in costume da gorilla, mai così brutto dai tempi di Una poltrona per due), un palazzo in costruzione e, alla fine, una casa per veterani, aprendo ovviamente ad eventuali e fortunatamente mai realizzati sequel con un nuovo libro che attende il pargolo a casa. Tra sonore botte in testa a danno dei rapitori e meccaniche di equilibrio su travi e impalcature che sfidano ogni legge della fisica, Baby Birba sembra quasi una lunga puntata in live action dei Looney Toons o di Baby Herman, senza però il divertimento sfrenato e anarchico delle controparti animate: un umorismo fiacco e infantile nel senso peggiore del termine, una sceneggiatore senza fantasia e senza mordente ed una regia sacrificata e ininfluente contribuiscono ognuno in egual misura all’archetipo di un sottogenere ormai fortunatamente minoritario, di cui sinceramente non si sente la mancanza.

TITOLO ORIGINALE: Baby’s Day Out

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...