AL CINEMA: Guardiani della Galassia Vol. 2

GUARDIANI DELLA GALASSIA VOL. 2 di James Gunn. Con Chris Pratt, Zoe Saldana, Kurt Russell, Bradley Cooper. USA, 2017. Fantascienza.

Tratto dall’omonima serie a fumetti della Marvel Comics, Guardiani della Galassia Vol. 2 è il sequel di Guardiani della Galassia di Gunn. Star-Lord e i suoi Guardiani della Galassia hanno raggiunto una notevole celebrità dopo aver salvato l’universo da Ronan, e vengono assunti come mercenari da più committenti; uno di questi, la razza geneticamente perfezionata dei Sovereign, richiede i loro servigi per liberarsi di un parassita interdimensionale…ma durante la missione Rocket ruba loro delle preziosissime batterie. I Guardiani sono ancora una volta in fuga: dai Sovereign, dai Ravagers da loro assunti, dagli estremisti Kree…quando il gruppo pare accerchiato, una misteriosa figura li salva: è Ego, un uomo che afferma di essere il padre di Quill.

Il successo dei Guardiani della Galassia di James Gunn era stato senza precedenti, anche per gli standard dei film Marvel, e aveva visto una scommessa potenzialmente rischiosa ricompensata abbondantemente dalla critica e dal botteghino. Inevitabile, quindi, che la Marvel inserisse la banda di anti-eroi disadattati di Gunn nella lista di film della sua Phase-3, specie in vista dell’imminente crossover Avengers: Infinity War che vedrà riuniti gli eroi terrestri a quelli spaziali per la sfida “finale”. Senza doversi preoccupare stavolta di introdurre i propri protagonisti, Gunn si lancia nel mezzo dell’azione, con titoli di testa geniali che danno da subito il tono di (quasi) l’intera pellicola. Chris Pratt torna a guidare Zoe Saldana, Dave Bautista, Bradley Cooper ed un tenerissimo baby-Vin Diesel, con l’aggiunta dei veterani Karen Gillian, inaspettatamente introspettiva, e Michael Rooker, sempre capace di rubare la scena ad uno qualsiasi degli altri protagonisti. Al cast si aggiungono la Mantis di Pom Klementieff, che da criptica ma saggia preveggente è stata trasformata in un’empatica sociopatica e goffa, ed un terzetto di villain che va dall’altezzosa e boriosa Ayesha di Elizabeth Debicki al grossolano e piratesco Taserface di Chris Sullivan, approdando finalmente ad un autoironico e sornione Kurt Russell, palesemente divertitissimo nei panni del pianeta vivente Ego. Seguendo i canoni classici delle migliori epopee americane, arriva il momento per Star-Lord di affrontare il grande rimosso del padre, e Gunn affronta il tema in maniera rigorosamente autoironica, con momenti volutamente stucchevoli ricalcati dall’immaginario collettivo (padre e figlio che giocano a palla) e dialoghi nostalgici della pop culture anni Ottanta, aggiungendo timidamente un interrogativo sul senso della paternità, tra la genitorialità biologica e quella di cura parentale, che rimane del tutto marginale; nel frattempo, il film riesamina alcune delle relazioni disfunzionali del resto dei Guardiani, approfondendo il complicato rapporto tra le sorelle Gamora e Nebula, l’asocialità di Rocket, la nostalgia di paternità del goffo Drax che si realizza con l’inquietante Mantis, la relazione di Yondu col resto dei Ravagers (capitanati da un gustoso Stallone versione Starhawk, che promette un futuro in stile I mercenari con l’originale formazione dei Guardiani anni Sessanta targati Arnold Drake e Gene Colan). Peccato per i toni, ancora una volta fin troppo sbilanciati verso la commedia: la prima parte diventa un’interminabile successione di gag, alcune decisamente efficaci ma comunque presentate in numero eccessivo, confinando i momenti più drammatici agli ultimi minuti del secondo tempo, gestendo le scene più emozionali solo fino ad un certo punto. Se i colleghi della DC non riescono ad evitare il polpettone serioso, la Marvel dimostra di avere invece il problema opposto, stentando il più delle volte a prendersi sul serio quel tanto che basta a confezionare un’avventura che, oltre che divertire, possa anche rendere giustizia all’afflato epico del materiale originale. Ad ogni modo, una buona commedia fantascientifica, che azzecca i tempi e presenta una buona costruzione dei personaggi, pur stroncando il ritmo con una successione spesso sfiancante di anti-climax. Per un paio d’ore di innocente divertimento infarcito di Easter-egg e riferimenti pop, Guardiani della Galassia Vol. 2 è l’ideale, per qualcosa di più meglio chiedere ai fratelli Russo.

TITOLO ORIGINALE: Guardians of the Galaxy Vol. 2

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2 Comments

  1. Quindi hai fiducia nei Russo? Personalmente, tralasciando il discorso Guardiani 2 (a proposito, se ti va di leggere il mio parere ho fatto anche io un breve commento sul mio blog), il loro secondo Capitan America mi era anche piaciuto, mentre Civil War lo ho trovato un film “bruttino”, diciamo, in cui anche le decantate scene action mi paiono davvero poca cosa. Vedremo con lo scontro “finale”, per citarti, che di finale immagino avrà ben poco

    1. “finale” era virgolettato apposta ^_^
      Riguardo ai Russo, trovo che siano quelli che, tra i vari registi assoldati dalla Marvel, siano riusciti a trovare il migliore equilibrio tra i toni drammatici e quelli comici: “The Winter Soldier” è il mio MCU preferito al momento, e ti dirò che ho apprezzato molto anche “Civil War”. Per “Infinity War” staremo a vedere, sarà davvero una bella sfida.

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