RAIMOVIE, 08.30: …e poi lo chiamarono il Magnifico

…E POI LO CHIAMARONO IL MAGNIFICO di E. B. Clucher. Con Terence Hill, Yanti Somer, Greory Walcott, Riccardo Pizzuti. Italia, Jugoslavia, Francia, 1972. Western.

Quarto film di E. B. Clucher, …e poi lo chiamarono il Magnifico è l’ottavo western di Terence Hill. Sir Thomas Moore, giovane visconte nato e cresciuto in Inghilterra, arriva negli Stati Uniti d’America per raccogliere l’eredità del padre, emigrato anni prima. Moore è un europeo civilizzato: si sposta in bicicletta, non gira mai armato, è di un’educazione impeccabile…decisamente non il tipo d’uomo adatto alla selvaggia frontiera del Vecchio West. Quando però Moore si innamora di Candida Olsen, figlia di un locale proprietario terriero, finisce per cedere ai modi americani per poter rispondere alla sfida del rivale in amore, il pistolero Morton. Alcuni amici del padre si mettono dunque d’impegno per trasformare un damerino in un vero cowboy…

Tra i più grandi successi nazionali e internazionali del cinema italiano degli anni Sessanta e Settanta un posto d’onore lo merita sicuramente il (sotto?) genere degli spaghetti western, versioni più o meno rivisitate e meditate di uno tra i generi più iconici del cinema americano; E. B. Clucher, al secolo Enzo Barboni, aveva ulteriormente reinventato il genere, abbandonando sia la riflessione crepuscolare di Sergio Leone che le imitazioni pedisseque delle dozzine di imitatori, contaminandolo con la commedia. I suoi Lo chiamavano Trinità… …e continuavano a chiamarlo Trinità avevano avuto anche il merito di lanciare definitivamente l’astro di Terence Hill (e della sua futura, inseparabile controparte Bud Spencer), oltre che portare un enorme guadagno all’onnipresente produttore Alberto Grimaldi. Con la “saga” di Trinità conclusa, Clucher torna comunque allo spaghetti western, mantenendo Hill come attore protagonista, ed attirando il pubblico con un titolo apparentemente in continuità con i precedenti, …e poi lo chiamarono il Magnifico, ma sceglie di portare narrazione e stile ad un livello completamente diverso dai precedenti. Manca intanto Bud Spencer, qui sostituito da Gregory Walcott (a cui comunque, per continuità, viene affidato lo stesso doppiatore, Glauco Onorato), così come viene mantenuto Riccardo Pizzuti nel ruolo del cattivo, stavolta il bullo Morton. Tutto il resto, invece, subisce un drastico cambiamento, con Clucher che sceglie di guardare soprattutto al L’uomo che uccise Liberty Valance di John Ford nel raccontare la fine di un’epoca ed il suo confronto/scontro con una civilizzazione che, dal Vecchio Continente, finirà per contaminare ed annientare lo spirito di frontiera e l’umanità da esso creata. Terence Hill prende il posto di James Stewart nell’interpretare “l’uomo da fuori”, portatore di un diverso sistema valoriale e di un modo di vivere agli antipodi di quello del Far West, in una serie di contrasti a tratti esilaranti (bicicletta contro cavalli, pugilato sportivo contro rissa da bar…); al contrario dell’avvocato Stoddard di Stewart, però, il visconte Moore di Hill finisce con l’abbracciare completamente i selvaggi ma affascinanti costumi del West, ed il suo faticoso addestramento con Bull, Holy e Monkey (rispettivamente Gregory Walcott, Harry Carey Jr. e Dominic Barto) rappresenta un vero e proprio racconto di formazione “al contrario”, in cui il protagonista si spoglia progressivamente delle sovrastrutture della civiltà per scoprire e riabbracciare uno stile di vita più genuino e quasi primordiale. Lo spirito crepuscolare e malinconico lascia allora il passo ad uno decisamente più giocoso e scanzonato, che seppure non riprende del tutto la leggerezza dei due Trinità riesce comunque a creare uno spettacolo piacevole e senza troppe pretese. Tra duelli in pieno sole, inseguimenti a cavallo e scazzottate nel saloon, …e poi lo chiamarono il Magnifico celebra la fine del western attraverso la nostalgia per lo stesso, in un film che magari rinuncia alla commedia, ma che riesce comunque a raccontare col sorriso. Un film minore, certo, ma ad ogni modo ben realizzato.

TITOLO ORIGINALE: …e poi lo chiamarono il Magnifico

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