TV2000, 21.45: Fatima

FATIMA di Fabrizio Costa. Con Vanessa Antunes, Vanessa Stais, Filipe Carvalho, Joaquim de Almeida. Portogallo, Italia, 1997. Biografico.

Ispirato ai fatti concernenti le apparizioni di Fatima del 1917, Fatima è il secondo film di Fabrizio Costa. 13 Maggio 1917: in uno sperduto villaggio agricolo del Portogallo, Fatima, tre bambini, Lucia dos Santos e Giacinta e Francesco Marto, stanno portando al pascolo le pecore dei genitori. All’improvviso, i tre vedono una “signora nel cielo” che chiede loro di pregare, e di tornare da lei ogni 13 del mese per i sei mesi successivi. I tre rimangono fedeli all’appuntamento, ma quando incautamente confidano la cosa a degli adulti, vengono presi per bugiardi e visionari, non trovando nessuno disposto a credere loro. La “signora”, però, non li lascia soli a fronteggiare lo scetticismo del paese e, via via che i mesi si succedono, del mondo intero.

Nel 1917, mentre l’Europa era straziata dalla Prima Guerra Mondiale, in uno sconosciuto paesino del Portogallo tre bambini affermarono di ricevere visite dalla Madonna, attirando così l’attenzione dell’intero paese, della Chiesa cattolica e, al momento in cui le preoccupazioni belliche si furono attenuate, anche del resto d’Europa e del mondo; le apparizioni, autenticate da Papa Pio XI nel 1930, sono tuttora tra le più discusse di sempre, specie a causa dei “tre segreti” che la Madonna avrebbe affidato ai pastorelli. La vicenda è un tema caro alla religiosità portoghese, rappresentando peraltro il momento di massima visibilità del paese nella storia della Chiesa, ed il cinema ha diverse volte affrontato le apparizioni, cominciando negli anni Cinquanta con Il segreto di Fatima di Rafael Gil e Nostra Signora di Fatima di John Brahm, fino all’Aparição di Daniel Costelle del 1991. Da ultimo arriva anche Fabrizio Costa, regista italiano specializzato in serie televisive, con un solo lungometraggio alle spalle (È proibito ballare) ed un piglio da soap opera derivato dai vari Passioni Il grande fuoco da lui diretti; coinvolto in una coproduzione italo-portoghese, Costa si approccia alla storia di Lucia, Giacinta e Francesco con i mezzi e le esperienze a sua disposizione…cosa che purtroppo si rivela un limite insormontabile alla buona riuscita del film. La storia così come consegnata da suor Lucia dos Santos alle sue Memorie viene modificata per venire incontro ad esigenze di durata, e le apparizioni dell’angelo dal 1915 al 1916, che avrebbero preparato i tre bambini all’incontro con Maria, vengono cancellate, portando “l’azione” subito alla questione principale, con i pastorelli che ricevono la prima visita e che si ritrovano quasi subito a scontrarsi con lo scetticismo e l’aperta ostilità degli adulti che li considerano bugiardi. Fin qui, i problemi sono limitati e circostanziali, con una produzione del tutto modesta che rende le apparizioni della Madonna delle baracconate di luci e colori, denunciando al massimo una mancanza di modestia da parte del regista, che considerata la scarsità di mezzi avrebbe potuto optare per una rappresentazione meno diretta. Fatima diventa però improponibile al momento in cui, forse per non perdere l’attenzione del pubblico, Costa torna al mondo delle soap da cui proviene, ed aggiunge alla storia una sottotrama decisamente inutile sull’amore tormentato tra una cantante e un rampollo dell’alta società, sovrappiù fastidioso che serve solo a riempire minuti vuoti. Bravi gli attori, ma la sceneggiatura a sei mani di Ennio De Concini, Mario Falcone e Paolo Festuccia non li sostiene, e ancor meno lo fa la messa in scena di Costa, retorica e artefatta come poche, in alcuni punti sdolcinata in maniera imbarazzante. Tra scene di paese e di famiglia da commedia dell’arte napoletana, fino ad un miracolo del sole involontariamente esilarante, Fatima tenta una ricostruzione degli eventi contaminandola però con aggiunte di costume inutili e volgari, spreca un ottimo cast ed abbraccia un’estetica televisiva intesa nel suo senso peggiorativo. Forse onesto nelle intenzioni, rimane comunque un film trascurabile, appesantito ulteriormente da istanze preconciliari che vanificano ogni forma di tenerezza che timidamente si affaccia tra le pieghe della sceneggiatura.

TITOLO ORIGINALE: Fatima

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