STUDIO UNIVERSAL, 21.15: Capricorn One

CAPRICORN ONE di Peter Hyams. Con Elliott Gould, James Brolin, Brenda Vaccaro, Hal Holbrook. USA, 1978. Fantascienza.

Sesto film di Peter Hyams, Capricorn One ha ricevuto quattro nomination ai Saturn Award ed una agli Stinker Award. Dopo il successo delle missioni lunari, la NASA è finalmente pronta a mandare su Marte la sua prima navetta, la Capricorn One, assieme all’equipaggio composto dai tre astronauti Charles Brubaker, Peter Willis e John Walker. La politica nazionale, però, è del tutto disinteressata alla faccenda, e la missione è pericolosamente a corto di fondi: piuttosto che annullare tutto, il dottor James Kelloway decide di simulare il lancio, costringendo i tre astronauti a filmare un falso arrivo sul Pianeta Rosso. Il paese e il mondo intero seguono la falsa missione col fiato sospeso, ma il giornalista Robert Caulfield, allertato da un amico, comincia a indagare…

Il mondo intero si era fermato quando, nel 1969, la NASA annunciò l’avvenuto allunaggio dell’Apollo 11, che segnava una nuova espansione delle possibilità umane nella conquista dello spazio; non passò molto tempo, comunque, prima che i primi scettici cominciassero a mettere in dubbio la realtà effettiva della missione, creando una teoria complottista che sopravvive ancora oggi con un notevole gruppo di seguaci. Negli anni Sessanta, Hyams lavorava alla CBS, e si occupò delle trasmissioni in arrivo dalla NASA per tutta la durata dell’allunaggio; durante la missione, nei momenti in cui il segnale veniva meno, il broadcast non veniva interrotto, spostandosi invece su uno studio televisivo a St. Louis dove era in corso una simulazione degli eventi in corso proprio in vista di problemi di trasmissione. L’esperienza, unita alle voci crescenti dei complottisti, diede a Hyams un’dea: e se in futuro fosse un’intera missione spaziale ad essere simulata, chi se ne accorgerebbe? Passarono gli anni, e lo scandalo del Watergate portò il pubblico americano a mettere sistematicamente in dubbio tutto quello che precedentemente era considerato verità rivelata, dai discorsi dei politici a, soprattutto, quanto si leggeva sui giornali e si vedeva in televisione. Con un simile clima, fu facile per Hyams convincere Paul N. Lazarus III e la ITC Entertainment a produrre un film sul tema di una frode spaziale governativa, ed il copione di Capricorn One, da lui stesso scritto, ottenne anche l’approvazione di un colosso come la Warner Bros. Hyams si muove su un terreno indubbiamente spinoso, mette in scena un inganno ad opera della NASA teorrizzandone tutte le possibili conseguenze, fino al surreale ordine di uccidere i tre astronauti prigionieri nel deserto dopo che il razzo senza equipaggio esplode al rientro, in un continuo inseguimento tra realtà e finzione in cui però è la prima che deve costantemente adattarsi alla seconda. L’attenzione del pubblico viene frammentata su linee parallele che si intersecano, seguendo ora l’inchiesta giornalistica di Elliott Gould, reporter erede del nuovo giornalismo d’assalto in stile Woodward e Berstein, ora gli intrighi orditi dallo scienziato Hal Holbrook, un vero e proprio apprendista stregone che ha la mano continuamente forzata dalla politica o dalle conseguenze inevitabili dei propri piani, ora invece i tentativi di fuga degli astronauti James Brolin, Sam Waterston e O. J. Simpson, braccati dal destino delle proprie versioni fasulle. Hyams dosa egregiamente la tensione in un thriller semi-fantascientifico che si snoda come un romanzo d’inchiesta, alternando inseguimenti adrenalinici a indagini scrupolose, non permettendo mai che il ritmo venga meno. Accanto al macrotema della verità distorta, falsata o semplicemente taciuta, il regista-sceneggiatore (si) interroga su temi politici più che mai attuali negli anni Settanta, interrogando la ragione di Stato, i compromessi inevitabili (?), il rapporto tra informazione e suoi fruitori e tra Governo e popolazione, attraverso un occhio necessariamente disincantato dopo lo scandalo Watergate. Capricorn One si impone come un capolavoro di tensione, un thriller intelligente e provocatorio che gioca con i complottismi esistenti portandoli al limite, in un quadro più che mai fatalista che conserve però un certo ottimismo sul versante individualista. Pur nell’ambito di un genere considerato “secondario”, Peter Hyams racconta la perdita dell’innocenza di una Nazione (e non solo) e di un rapporto, quello tra politica e popolo, che non conserva più alcuna traccia dell’ingenua fiducia e del bonario paternalismo su cui si era strutturato nel Secondo Dopoguerra, il testamento di un’era che si sta ancora dispiegando. Fenomenale.

TITOLO ORIGINALE: Capricorn One

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