SKY CINEMA MAX HD, 06.15: L’esorcista III

L’ESORCISTA III di William Peter Blatty. Con George C. Scott, Jason Miller, Brad Dourif, Zohra Lampert. USA, 1990. Horror.

Tratto dal romanzo Gemini Killer di William Peter Blatty, L’esorcista III ha vinto un Saturn Award ed una Rondo Statuette, ed ha ricevuto una nomination ai Razzie (Peggior Attore a Scott) ed altre due ai Saturn. Georgetown: una serie di omicidi a sfondo satanico, su cui sta investigando il tenente Bill Kinderman, portano la firma del famigerato Gemini Killer, alias James Vennamun…l’assassino, però, è stato giustiziato quindici anni prima. Investigando su una pista impossibile, Kinderman viene convocato all’ospedale psichiatrico, dove un paziente senza identità dichiara di essere il redivivo Gemini, e confessa con dovizia di particolari gli ultimi omicidi. L’uomo, però, è identico al defunto Padre Damien Karras…

Pressato dal successo della propria opera a scrivere un seguito de L’esorcista, William Peter Blatty optò alla fine per una sorta di spin-offGemini Killer (in originale Legion), un romanzo giallo-sovrannaturale incentrato sulla figura di Bill Kinderman, il poliziotto filosofo del primo libro/film. Mentre il libro divenne in poco tempo campione di vendite, l’orrido L’esorcista II – L’eretico di John Boorman venne giustamente massacrato al botteghino, ma la Warner non mollò la presa e puntò ad un terzo film della saga, coinvolgendo Blatty e la sua nuova storia. Dopo diversi rifiuti illustri, compresi Friedkin e John Carpenter, la regia del threequel fu affidata allo stesso Blatty, che però non soddisfò la produzione con un film molto vicino al romanzo, quindi lontano da quello che secondo la Morgan Creek Productions (succeduta nel frattempo alla Warner) il pubblico si aspettava: in post produzione, la Morgan Creek intervenne pesantemente sul prodotto finale, cambiò il titolo da Legion L’esorcista III, eliminò alcune scene chiave e ne fece girare altre, compresa una sequenza di esorcismo assente nel copione originale che risulta effettivamente distaccata da tutto il resto, un’aggiunta goffa, maldestra e volgare che rischia di azzoppare l’intera parte finale. Nonostante lo stupro artistico subito, però, il film di Blatty risulta comunque sorprendente, una pellicola giocoforza vicina alla sensibilità dell’autore originale che risulta migliore perfino del leggendario primo capitolo. Più che su un horror spettacolare e fracassone, ricco di effetti speciali e ammorbato da un’estetica barocca, Blatty torna al noir, e imposta il proprio film come un thriller tesissimo e inquietante, un giallo perturbante che conquista e avvince con un sapiente gioco di atmosfere. Una sceneggiatura brillante è un sostegno insostituibile alla vicenda, ne costituisce un’ossatura solida che sfugge costantemente al senso di ridicolo comune a molti horror sovrannaturali, attinge a esperienze di esorcisti in carne ed ossa regalando un impianto più realistico e quindi più spaventoso, per quanto meno pretenzioso sul versante della pura spettacolarizzazione (eccezion fatta, vale la pena ripeterlo, per l’orrida scena di esorcismo con fiamme e serpenti che spuntano dal nulla). I protagonisti vengono caratterizzati con poche decise pennellate, efficacissime nel tratteggiare personaggi complessi e sfaccettati: George C. Scott è una figura quasi crepuscolare, un poliziotto che ha visto tutto ma che continua a salvare la propria fiducia nell’umanità (e la propria sanità mentale) grazie a Frank Capra e a La vita è meravigliosa, colto in un delizioso rapporto di amicizia col Padre Dyer di Ed Flanders e, ovviamente, col redivivo Padre Carras di Jason Miller; Brad Dourif, di contro, è un antagonista luciferino nel senso più letterale del termine, un killer palesemente modellato su Zodiac (che peraltro aveva a suo tempo definito L’esorcista “la sua commedia preferita”), beffardo, contorto, puramente malvagio. Nei confronti tra i due, Blatty fa uso di una regia squisitamente teatrale, con un gioco di luci che isola i personaggi come fossero su un palcoscenico, rendendo perfino più crudi e serrati i confronti tra Scott e Dourif. Nonostante un finale non proprio all’altezza del resto, visibilmente pasticciato dalla produzione, L’esorcista III è un ottimo thriller sovrannaturale, un vero ritorno a casa per una delle saghe horror più bistrattate di sempre nella storia del cinema. Per gli amanti del genere, trovare una pellicola d’autore valida, pensata, spaventosa è una vera, rarissima gioia.

TITOLO ORIGINALE: The Exorcist III

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