SKY CINEMA MAX HD, 21.00: Le streghe di Salem

LE STREGHE DI SALEM di Rob Zombie. Con Sheri Moon Zombie, Jeff Daniel Phillips, Judy Geeson, Bruce Davison. USA, GB, Canada, 2012. Horror.

Sesto film di Rob Zombie, Le streghe di Salem ha vinto un Fright Meter Award, ed ha ricevuto una nomination ai Chainsaw Award, una al Premio del Pubblico all’SXSW Film Festival ed un’altra ai Fright Meter. Salem, Massachussets: Heidi Laroque lavora come dj per una radio locale, voce di una seguitissima trasmissione di hard rock. Un giorno, alla radio arriva un vinile firmato dai “Signori”, un gruppo rock sconosciuto: l’unica traccia è una serie di note cacofoniche che manda Heidi e le altre donne della città in una sorta di trance. Uno scrittore specializzato nel leggendario processo alle streghe di Salem, Francis Matthias, indaga sulla musica, ma potrebbe essere già troppo tardi…

Piaccia o meno, il musicista hard rock Rob Zombie (al secolo Robert Bartleh Cummings) è probabilmente il talento horror più autentico, potente e disturbante della sua generazione, un regista che comprende bene il cuore di tenebra del genere cui si è dedicato, e che sa eviscerarne contenuti e sottotemi con una perizia chirurgica ed un sadismo feroce; inizialmente, però, Zombie si è limitato ad esercitarsi sui remake, e dopo le due Case (dei 1000 corpi del diavolo), rifacimenti non ufficiali dei primi due Non aprite quella porta, e i due reboot di Halloween, il regista-sceneggiatore si approccia finalmente a materiale originale, di sua completa creazione, che pur non rinunciando a rimandi e citazioni si impone come sintesi della propria poetica e del proprio stile. Il risultato è Le streghe di Salem, uno dei film più disturbanti e angoscianti dell’ultimo decennio, un horror duro e puro che non tralascia niente in fatto di violenza grafica e soprattutto tematica. Il sottogenere stregonesco-demoniaco è tra i più bistrattati e denaturati in un genere notoriamente martoriato dalle esigenze di mercato, ma Zombie non cede ad alcuna delle lusinghe della produzione, e plasma una creatura contorta, disgustosa, conturbante, che entra sottopelle e graffia orecchie e nervi con una musica cacofonica che è l’anima nera della pellicola; Le streghe di Salem non romanza né filtra il materiale trattato, e presenta un Male vero, cattivo, sporco, crudele, che conquista coscienze e corpi e che punta esclusivamente alla morte, alla corruzione e alla distruzione, senza scappatoie morali dettate da un malriposto romanticismo. Sheri Moon Zombie è Heidi, una dj che attraversa una parabola di corruzione e dannazione che riflette da vicino quella che fu di Mia Farrow nel Rosemary’s Baby di Roman Polanski, peraltro citato ampiamente: sedotta e manipolata dalle tre attempate vicine (Judy Geeson, Dee Wallace e Patricia Quinn, terrificanti), Heidi attraversa incubi erotici, fantasie sadomaso e apparizioni demoniache, trascinando il pubblico in un’atmosfera che non è niente di meno che malsana, potentemente maligna e terribilmente angosciante. Nell’avventura della protagonista non c’è spazio per salvatori o eroi, e sia Bruce Davison che Jeff Daniel Phillips, la ragione e il cuore, vengono eliminati senza troppi complimenti in un quadro che lascia la donna, nascita e morte, principio e fine, sola di fronte al proprio ineluttabile destino. Rob Zombie sa evidentemente di cosa parla, e rappresenta il mondo delle sette sataniche con un realismo terrificante, sempre all’insegna della propria poetica del marcio e del sudiciume, delle paure primordiali e delle angosce sociali, in un calderone che mischia velleità femministe a cripto-misoginie, paura del buio ad ansia da precariato affittuario. Quello che davvero turba, però, è constatare come Zombie sguazzi felicemente nel male rappresentato, si trovi a proprio agio con i temi trattati e non ne prenda minimamente distanza, in un film che finisce con l’essere quasi un’ode satanista in sé. Virtuosismi registici ed una sceneggiatura dai tempi perfetti rendono Le streghe di Salem tecnicamente ineccepibile, ma a livello contenutistico non ci siano dubbi in proposito: non c’è la minima luce, qui.

TITOLO ORIGINALE: The Lords of Salem

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