SKY CINEMA FAMILY HD, 21.00: Il pianeta del tesoro

IL PIANETA DEL TESORO di Ron Clements, John Musker. Con (voci) Joseph Gordon-Levitt, Brian Murray, Martin Short, Emma Thompson. USA, 2002. Animazione.

Tratto dal romanzo L’isola del tesoro di Robert Louis Stevenson, Il pianeta del tesoro ha vinto un Golden Reel Award, ed ha ricevuto altre quattordici nomination, una delle quali agli Oscar (Miglior Film d’Animazione). Sul pianeta Montressor, il giovane e scapestrato Jim Hawkins vive con la madre sognando avventure. Un alieno di nome Billy Bones arriva alla locanda di famiglia e gli affida uno strano globo, per poi essere ucciso da misteriosi inseguitori. Jim scopre che il globo è una mappa che indica la posizione del leggendario Pianeta del Tesoro: l’amico Dottor Doppler organizza una spedizione per raggiungerlo, e Jim si imbarca sulla RLS Legacy con lui…e con l’equipaggio guidato dall’ambiguo cuoco John Silver, un cyborg che sembra saperne molto più di quanto non dia a vedere sul tesoro del Capitano Flint.

L’idea di una versione fantascientifica del classico L’isola del tesoro di Stevenson era venuta ai veterani della Disney Ron Clements e John Musker già nel 1985, durante la lavorazione de La sirenetta, ma gli studios non si rivelarono interessati, e il progetto slittò a data da definirsi (in Italia, nel frattempo, ebbero la stessa idea Renato Castellani e Antonio Margheriti, che realizzarono uno sceneggiato per la RAI nel 1987). L’idea venne ripescata nel 2000, purtroppo all’inizio di un periodo di crisi creativa degli ex signori assoluti dell’animazione, e dopo i flop di Dinosauri e Atlantis – L’impero perduto, è il turno de Il pianeta del tesoro di deludere ogni aspettativa al botteghino, con più di 30 milioni di dollari in perdita. La regia è affidata a Clements e Musker, principali fautori della seconda Età dell’Oro Disney, ma lo stile adottato è decisamente quello inaugurato con Dinosauri, un “classico” reinventato per il nuovo millennio che elimina del tutto le tradizionali canzoni (unica presente I’m Still Here di Johnny Rzeznik, diventata la Ci sono anch’io cantata da Max Pezzali nella versione italiana) e lascia fin troppo spazio ad un ingombrantissimo e freddo CGI, che “mangia” progressivamente la ben più affascinante animazione tradizionale. L’avventura più celebre di Stevenson viene trasposta con fantasia nello spazio, in una gara di trovate che vede i pirati della storia diventare una banda di temibili alieni, lo zoppo Long John Silver un cyborg, il pappagallo Flint un buffo e simpaticissimo blob galleggiante di nome Morph, e il naufrago Ben Gunn il robot senza scheda di memoria trapiantato da Star Wars B.E.N. (Biointelligenza Elettro-Numerica); un romanzo d’avventura così archetipico come quello di Stevenson ben si presta ad essere reinventato in una quantità di modi diversi senza perdere niente della propria essenza, specie se affidato alle mani di due narratori esperti come Clements e Musker. Le corse con vela solare in canyon alieni, arrembaggi e ammutinamenti, tempeste stellari e pianeti che esplodono mantengono veloce il ritmo della narrazione, ma il cuore della vicenda rimane il bizzarro rapporto padre-figlio tra Jim Hawkins (Joseph Gordon-Levitt nella versione originale, Emiliano Coltorti in quella italiana) e John Silver (Brian Murray, Renato Mori), che rilegge per l’ennesima volta il mito fondante della perdita del padre nella cultura americana ma lo fa con indubbia perizia, un efficace umorismo e anche qualche momento discretamente dark. Nonostante gli ovvi punti di forza, però, manca qualcosa a Il pianeta del tesoro, che non incuriosisce ma non conquista, interessa ma non appassiona, in uno spettacolo pirotecnico divertente ma mai affascinante, che incanta quanto un giro sulle montagne russe ma non presenta nessun personaggio o momento capaci di restare davvero nel cuore. Sicuramente ben al di sopra dei vari Chicken Little, I Robinson o Bolt, Il pianeta del tesoro risente però già di quella “perdita di magia” e di incanto che ha caratterizzato la Disney, con le dovute eccezioni in un senso e nell’altro, dal 2000 al 2009, e spreca alcune ottime idee con una resa che manca della meraviglia infantile necessaria. Peccato.

TITOLO ORIGINALE: Treasure Planet

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