AL CINEMA: Wonder Woman

WONDER WOMAN di Patty Jenkins. Con Gal Gadot, Chris Pine, David Thewlis, Elena Anaya. USA, Italia, 2017. Fantastico.

Tratto dall’omonima serie a fumetti della DC Comics, Wonder Woman ha ricevuto una nomination agli ICP Award. Sull’isola segreta di Themyscira, la piccola Diana cresce come la guerriera migliore delle Amazzoni. Quando, nel 1918, un pilota americano di nome Steve Trevor precipita nei pressi dell’isola, Diana scopre che il mondo è impegnato in una guerra senza precedenti e, convinta che dietro il conflitto ci sia l’influenza della vecchia nemesi delle Amazzoni, il dio della guerra Ares, decide di partire con Trevor per compiere il proprio destino e uccidere la malvagia divinità. Il mondo degli uomini, però, è molto diverso da quel che crede la principessa…

L’unica cosa che davvero funzionava nel verboso e risibile Batman v Superman – Dawn of Justice di Zack Snyder era la Wonder Woman di Gal Gadot, eroina che in pochi minuti di apparizione riusciva senza problemi a rubare la scena ai due infantili e fascistoidi protagonisti. Non solo per questo il film di Patty Jenkins totalmente centrato sulla Principessa delle Amazzoni era tanto atteso: pur essendo il primo supereroe donna della storia, un’icona femminista con più di settant’anni di pubblicazioni alle spalle, Wonder Woman non era mai riuscita ad approdare al cinema, collezionando anzi una serie di progetti mai andati in porto in tutti i media (dopo l’iconica serie con Lynda Carter, l’unica ad essere andata vicina ad una produzione è stata Adrianne Palicki, che ha comunque scoraggiato tutti con un pilot imbarazzante nel 2011, mentre Ivan Reitman aveva tentato una trasposizione cinematografica nei primi anni Novanta sulla scia del Batman di Tim Burton). Finalmente, cavalcando l’onda del DC Extended Universe, anche le Amazzoni riescono a ricevere l’attenzione che meritano, e il loro debutto cinematografico è affidato a Patty Jenkins, regista consacrata e affondata dal proprio esordio Monster. Il film comincia con un lungo incipit nella paradisiaca Themyscira, ricostruita nel salernitano e capace da subito di riempire gli occhi con scenografie splendide ed un notevole lavoro di fotografia, prima che le onnipresenti tinte seppia del DCEU tornino a dominare la scena uccidendo i colori. Gal Gadot interpreta una Diana diversa da quella di Batman v Superman, un’eroina inesperta che è nel pieno della propria formazione, intenta a conoscere se stessa e le proprie vere origini, ma anche e soprattutto il distante “mondo degli uomini” che dovrebbe salvare, dando peraltro luogo ad una serie di divertenti interazioni con elementi della vita di tutti giorni a cui l’Amazzone reagisce con infantile candore in una serie di divertenti gag, e di magari scontate ma efficaci riflessioni sull’innata vocazione umana all’autodistruzione. Al suo fianco, Chris Pine è un ottimo coprotagonista maschile, cui la sceneggiatura di Allan Heinberg sa ritagliare uno spazio essenziale nel cammino dell’eroina, così come risultano ben caratterizzati nonostante il ruolo ridotto le spalle Ewen Bremner, Saïd Taghmaoui e Eugene Brave Rock. Un po’ trascurati invece i villain, che da un Danny Huston che incarna tutta la confusione esistente nell’immaginario americano tra Secondo e Terzo Reich ed una Elena Anaya purtroppo sottoutilizzata, non riescono a dare alla Gadot un degno rivale; peccato poi per uno scontro finale in puro stile Sailor Moon, con l’eroina suonata come una zampogna dal misterioso nemico finale (la cui identità è intuibile dai primissimi minuti) che salva se stessa e il mondo scoprendo “il potere dell’amore” e sconfiggendo miracolosamente il cattivo con un colpo solo. Nonostante alcuni marchi di fabbrica di Snyder che continuano ad ammorbare la regia della Jenkins, come le suddette tinte seppia e gli abusatissimi ralentiWonder Woman però riesce dove i predecessori hanno fallito, e confeziona un film supereroico finalmente all’altezza delle aspettative, senza le derive destrorse di Snyder né i toni ambigui e incerti di Suicide Squad, permettendo ad una delle figure più iconiche di sempre nella cultura popolare di ritagliarsi un buon esordio cinematografico. Peccato che, in ritardo di un buon decennio sui colleghi della Marvel, il film non possa evitare scomodi accostamenti, e paia più che altro un curioso mix tra il Captain America – Il primo Vendicatore di Joe Johnston e il Thor di Kenneth Branagh. Ad ogni modo, il film funziona, ed è più di quanto si possa dire per il resto del DCEU.

TITOLO ORIGINALE: Wonder Woman

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