PREMIUM CINEMA ENERGY, 17.29: Darkman 3 – Darkman morirai

DARKMAN 3 – DARKMAN MORIRAI di Bradford May. Con Arnold Vosloo, Roxann Dawson, Jeff Fahey, Darlanne Fluegel. USA, 1996. Fantastico.

Sequel di Darkman 2 – Il ritorno di Durant di May, Darkman 3 – Darkman morirai è l’ultimo capitolo della trilogia di Darkman. Lo sfigurato dottor Peyton Westlake è ancora in cerca di una pelle sintetica che possa permettergli di tornare a una vita normale, e riceve un inaspettato aiuto da Bridget Thorne, uno dei medici che gli ha salvato la vita anni addietro. La donna, però, è l’amante del crudele Peter Rooker, che inganna Westlake ed estrae da lui gli steroidi che gli donano la sua forza sovrumana, iniettandoli in gang di strada ottenendo un esercito di potentissimi lacchè. Westlake, però, riesce a liberarsi, ed è pronto a insegnare a Rooker che esiste un solo Darkman…

Il piccolo cult di Sam Raimi è ormai lontano, e Darkman è ormai una creatura televisiva, affidata al direttore della fotografia Bradford May, mentre la firma di Raimi figura solo nella produzione esecutiva. Come il predecessore, Darkman 3 – Darkman morirai è relegato al mercato del direct-to-video, con un cast notevolmente ridimensionato in quanto a “grandi nomi” (di minimamente conosciuti rimangono solo la mummia Arnold Vosloo ed il bello e maledetto Jeff Fahey), un budget ridottissimo ed una durata da pilot di serie televisiva. La storia di questo terzo capitolo ruota attorno ai soliti elementi, con il novello Fantasma dell’Opera perennemente in cerca della formula di una pelle sintetica che possa sostituire la propria, orribilmente ustionata, che si scontra coi gangster di turno che per un motivo o per un altro si frappongono tra lui e la sua ricerca. May stavolta punta molto di più sulle dinamiche tra i personaggi, avendo meno da spendere in effetti speciali, e crea un triangolo amoroso dentro l’altro, col cattivo Jeff Fahey in combutta con l’algida amante Darlanne Fluegel, mentre l’antieroe prende le sue sembianze per poter stare con la di lui moglie Roxann Dawson, in un doppio intreccio che fortunatamente si risolve in una serie di esplosioni liberatorie. Nonostante alcune punte da soap opera, May fa di tutto per non perdere l’anima horror della creatura di Raimi, e quel poco che ha a disposizione per gli effetti speciali lo mette al servizio di un gore piuttosto efferato per una produzione supereroica televisiva, sfruttando certo il look quantomeno inquietante dello sfigurato protagonista, ma non trattenendosi poi tanto quando si tratta di dare libero sfogo alla furia (e alla fantasia) omicida di Westlake. Per quanto efficaci, comunque, le idee valide sembrano prese di peso dall’originale di Raimi e riproposte qui “in sordina”, con mezzi e toni ridimensionati al medium televisivo, e sebbene il povero Darkman abbia finalmente indietro il posto di protagonista che gli spetta, fuori dall’ombra dell’ingombrante Durant di Larry Drake che gli aveva completamente rubato la scena nel secondo episodio, il suo carisma è ridotto ai minimi termini, con un’anima tragica sacrificata a dinamiche da telenovela. La saga di Darkman volge inevitabilmente al termine, ed un finale aperto non basta certo a garantire un seguito a un film che sembra più che consapevole di essere un punto di arrivo per una saga sfortunata, partita benissimo e poi fagocitata dalla serialità televisiva. Vedibile, ma niente di più.

TITOLO ORIGINALE: Darkman III: Die Darkman Die

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