RAI MOVIE, 19.35: Fantozzi contro tutti

FANTOZZI CONTRO TUTTI di Neri Parenti, Paolo Villaggio. Con Paolo Villaggio, Milena Vukotic, Giuseppe Anatrelli, Paul Müller. Italia, 1980. Comico.

Sequel de Il secondo tragico Fantozzi di Luciano Salce, Fantozzi contro tutti è tratto dall’omonimo romanzo di Paolo Villaggio. Il povero Ragionier Ugo Fantozzi continua a ritrovarsi bistrattato e maltrattato ovunque si trovi: da una disastrosa settimana bianca ad Ortisei con i colleghi, che si trasforma in un soggiorno da incubo in un centro di dimagrimento, ad un improbabile torneo aziendale di ciclismo organizzato dal nuovo direttore della Megaditta, il Visconte Cobram, Fantozzi perde anche la tranquillità del nido domestico allorché scopre che la moglie Pina lo tradisce con un altro uomo.

Lo sfortunatissimo “uomo comune” di Paolo Villaggio continua a collezionare un successo dopo l’altro, ed il comico genovese insiste sulla produzione filmica, stavolta assumendosi anche l’onere di regia, produzione e sceneggiatura. Accanto a lui il quasi esordiente Neri Parenti, che va a sostituire per la prima volta Luciano Salce. Passati gli stralci del boom degli anni Sessanta, Fantozzi affronta di petto la crisi degli anni Ottanta, sempre dal punto di vista “privilegiato” di un uomo comune che più comune non si può: in Fantozzi contro tutti, lo sfigatissimo ragioniere passa attraverso le nuove manie della classe medio-bassa, dall’arrivo del telecomando alla moda della settimana bianca, il tutto ovviamente in chiave surreale e satirica, con maratone di zapping infinite ed un viaggio a Ortisei in pieno maggio. Si fa sentire, purtroppo, l’influenza di Neri Parenti, che porta l’umorismo fantozziano a inedite vette di grevità, tra tripudi di rutti e flatulenze di cui non si sentiva francamente il bisogno, e le “solite” questioni di corna che sarebbero poi diventate un topos nei suoi cinepanettoni. L’episodio in questione, però, che vede peraltro il debutto di Milena Vukotic nel ruolo di Pina che fu di Liù Bosisio, è ad ogni modo godibile, con un giovane Diego Abatantuono improbabile amante della Pina, e Ugo Fantozzi ancor più improbabile difensore del di lei onore; Parenti e Villaggio insistono quanto più possono sugli elementi comici e grossolani della vicenda, ma chiudono l’episodio con un’inaspettata punta di tenerezza che approfondisce il rapporto tra i due bistrattati coniugi. Il resto è l’usuale sequenza di scene più o meno surreali, su cui troneggia un torneo ciclistico impossibile e letale (la trattoria “Al curvone” è diventata proverbiale), e che comprende le mostruose “vancaze” in yacht con Fantozzi e l’immancabile Filini di Gigi Reder schiavizzati dal Conte Barambani di Camillo Milli, una troppo lunga disavventura in un centro di dimagrimento simil-nazista, ed un’impossibile scritta nel cielo che chiude il film con un tocco di nonsense quasi pirandelliano. Si conferma la tendenza ad allontanare Fantozzi dal conflitto eminentemente politico, e lo scontro di classe tra padrone e impiegato passa in secondo piano, preferendo un approccio più strettamente sociale. Nonostante qualche ripetitività, però, la formula ancora funziona, e Fantozzi contro tutti non fa rimpiangere la visione.

TITOLO ORIGINALE: Fantozzi contro tutti

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