RAI STORIA, 17.05: Walesa – L’uomo della speranza

WALESA – L’UOMO DELLA SPERANZA di Andrzej Wajda. Con Robert Więckiwicz, Agniezska Grochowska, Iwona Bielska, Maria Rosaria Omaggio. Polonia, 2013. Biografico.

Ispirato alla vita del sindacalista Lech Wałęsa, Walesa – L’uomo della speranza ha vinto un Silver Hugo, un Premio Pasinetti e un Bridging the Borders Award, ed ha ricevuto cinque nomination agli Orły. Nella Polonia degli anni Settanta e Ottanta, le manifestazioni dei lavoratori si susseguono, sempre represse con violenza dalle milizie sovietiche. Un elettricista di Danzica, Lech Wałęsa, diventa suo malgrado una figura di riferimento dei movimenti sociali polacchi, fino a diventare il leader del neonato sindacato Solidarność. Più la popolarità e l’influenza di Wałęsa aumentano, più l’uomo e la sua famiglia si ritroveranno nel mirino delle autorità sovietiche.

L’esperienza sindacale di Solidarność è tra le più significative della storia recente, un testimone nazionale e internazionale dell’imminente collasso dell’Unione Sovietica che per primo introdusse esperienze di (semi) democrazia e di economia di mercato nei territori occupati dal regime stalinista. All’interno del sindacato spicca per complessità e importanza la figura di Lech Wałęsa, elettricista, sindacalista, capopopolo, Nobel per la pace nel 1983, Presidente della Polonia dal 1990: Wałęsa è stato l’uomo che ha accompagnato la Polonia (e, in certo senso, tutta l’Europa dell’est) nel difficile percorso di emancipazione dall’Unione Sovietica, verso un’autonomia sudata ma instabile. Andrzej Wajda, da sempre impegnato nel racconto della difficile situazione della Polonia del Secondo Dopoguerra (anche in maniera controversa ed esposta a rischi, come coi leggendari L’uomo di marmo e L’uomo di ferro), si approccia alla biografia del grande sindacalista e presidente con la ferma intenzione di gettare nuova luce sulla sua vita, di presentare al pubblico l’uomo dietro il mito. Partendo dalla famosa intervista con la nostrana Oriana Fallaci (Maria Rosaria Omaggio nel film), Walesa – L’uomo della speranza ricompone i tratti salienti della vita di Wałęsa dalle manifestazioni del 1970 al decennio di anonimato fino al 1980, per poi lanciarsi nel vivo della protesta sociale con la fondazione di Solidarność e la sfida all’Unione Sovietica, fino alle numerose incarcerazioni, ai rapporti con Papa Giovanni Paolo II ed all’ascesa alla presidenza. Wajda compie un’operazione essenzialmente didattica, intervallando alle scene del film riprese d’archivio che aumentano il realismo della narrazione, svelando quasi i retroscena degli eventi che i notiziari di tutto il mondo avevano seguito con interesse. Impressionante fin da subito l’accuratezza nella scelta del casting, con attori che paiono quasi i sosia dei personaggi che vanno a interpretare; Robert Więckiewicz, in particolare, compie uno studio certosino di intonazione, mimica e gestualità di Wałęsa, riproponendone una versione a malapena distinguibile da quella vista nei filmati di archivio, sempre facendo attenzione a riportare tutta l’umanità di un uomo certo eroico, ma anche soggetto a debolezze, dubbi, preoccupazioni. Fondamentali in questo senso gli spaccati di vita familiare, dominati da una bravissima Agniezska Grochowska, che presenta la propria Danuta Wałęsa come la proverbiale grande donna dietro il grande uomo. Tra dubbi, minacce, pericoli, manifestazioni e boicottaggi, la vita di Wałęsa si svolge parallelamente a quella della Polonia, in una ricostruzione storico-biografica precisa e ricca della passione unica di un regista che ha chiaramente a cuore il materiale trattato. La resa finale ha probabilmente molto più del televisivo che del cinematografico, ma anche questo paradossalmente va a vantaggio del film, che finisce davvero col sembrare un telegiornale nella propria filologia storica. Con Walesa – L’uomo della speranza, Wajda va a rendere omaggio ad una delle personalità più significative della contemporaneità polacca, quasi portando a termine un’ideale trilogia cominciata con la storia della famiglia Birkut nel 1976 (non a caso, assieme ai filmati dei notiziari passano anche scene da L’uomo di marmo e L’uomo di ferro): con tutte le incertezze di un futuro difficile e non scritto, però, si tratta fortunatamente di un lieto fine, per uno dei capitoli più controversi della recente storia europea.

TITOLO ORIGINALE: Wałęsa. Człowiek z nadziei

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...