STUDIO UNIVERSAL, 04.30: Puppet Master – Il burattinaio

PUPPET MASTER – IL BURATTINAIO di David Schmoeller. Con Paul Le Mat, Robin Frates, Jimmie F. Skaggs, Irene Miracle. USA, 1989. Horror.

Quinto film di David Schmoeller, Puppet Master – Il burattinaio ha ricevuto una nomination agli International Fantasy Film Award. Bodega Bay, California: i medium Alex Whitaker, Dana Hadley, Frank Forrester e Carissa Stamford vengono contattati da un loro vecchio collega nelle ricerche sul paranormale, Neil Gallagher, che li invita in una villa in riva al mare. Qui i quattro scoprono che Gallagher si è ucciso, lasciando alla moglie Megan alcuni enigmatici indizi sulle sue recenti scoperte. Alex e gli altri pensano che Neil avesse scoperto il segreto di André Toulon, l’ultimo alchimista, erede della formula per portare in vita corpi inanimati. Purtroppo per loro, l’intuizione si rivelerà esatta…

Tra tutti i sottogeneri dell’horror, quello dello slasher (che vede un killer più o meno sovrannaturale fare incetta di un branco di personaggi indistinguibili l’uno dall’altro) ha conosciuto un boom di popolarità a cavallo degli anni Settanta e Ottanta, lanciato in maniera definitiva dall’Halloween di John Carpenter. Con un’offerta cinematografica più che satura, dovendo confrontarsi con colossi come HalloweenNightmare, Venerdì 13 Non aprite quella porta, il produttore Charles Band preferì correre ai ripari e distribuire il nuovo slasher ideato e diretto da David Schmoeller direttamente sul mercato home videoPuppet Master – Il burattinaio non arrivò mai al cinema, ma questo non gli impedì di diventare un cult di successo impressionante, sufficiente da giustificare ben dodici sequel. Il film di Schmoeller segue l’impostazione dello slasher tradizionale, con un gruppetto di amici chiusi nella solita casa “stregata”, vittime uno dopo l’altro del brutale assassino di turno; il killer, stavolta, è però un gruppetto di marionette animate una più letale dell’altra, con il maestro dei coltelli Blade, il forzuto Pinhead, l’incubatrice di sanguisughe Leech Woman e Tunneler, con una trivella montata sulla testa. Il pubblico ha modo di affezionarsi alle buffe e inquietanti marionette fin dalla prima sequenza, un flashback che vede il gentile (almeno nel primo film…) alchimista Toulon di William Hickey cacciato e ucciso dai nazisti; per la restante durata del film, rimane impossibile non tifare per i goffi ma inarrestabili pupazzi, che fanno scempio dell’antipatico gruppetto di fenomeni paranormali guidati da uno scipito Paul Le Mat, e che conta una macchiettistica Irene Miracle e gli insopportabili Matt Roe e Kathryn O’Reilly. Anche al momento in cui si rivela il villain del film in un colpo di scena à la Agatha Christie (prevedibilissimo ma non essenziale), i pupazzi rimangono giustamente il fulcro della vicenda, dando prova di una notevole fantasia e di una spietata efficienza. Schmoeller non dosa bene il ritmo, però, e numerosi punti morti azzoppano la tensione, dividendo il film in una sezione che vorrebbe richiamare in toni e temi Gli invasati di Robert Wise, e un’altra che invece abbraccia più onestamente e apertamente la chiara vocazione slasher della pellicola, rinunciando ad ogni velleità di genere, qui del tutto fuori luogo. Pensato inizialmente per il cinema, Puppet Master può contare su mezzi decisamente superiori alla media del direct to video, colpendo con effetti speciali all’altezza, ed un’animazione degli antagonisti squisitamente nostalgica, sul modello di Ray Harryhausen. Per quanto un successo di questo calibro rimanga ancora inspiegabile, Puppet Master – Il burattinaio è comunque un horror godibile, un film orgogliosamente di serie B che si lascia guardare più senza rimpianti che con qualche effettiva soddisfazione.

TITOLO ORIGINALE: Puppet Master

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