AL CINEMA: The War – Il pianeta delle scimmie

THE WAR – IL PIANETA DELLE SCIMMIE di Matt Reeves. Con Andy Serkis, Woody Harrelson, Amiah Miller, Karin Konoval. USA, 2017. Fantascienza.

Ispirato al romanzo Il pianeta delle scimmie di Pierre Boulle, The War – Il pianeta delle scimmie è il sequel di Apes Revolution – Il pianeta delle scimmie di Reeves. La guerra tra le scimmie evolute guidate da Cesare e i pochi umani rimasti sul pianeta è arrivata al proprio apice, con le due fazioni impegnate in sanguinose battaglie per quella che ormai è una lotta per la sopravvivenza. Quando gli estremisti dell’Alpha-Omega guidati dal Colonnello uccidono la famiglia di Cesare, il leader delle scimmie si imbarca in una solitaria crociata di vendetta, mentre il resto del branco prosegue la propria ricerca di una nuova casa. Lo scontro finale si avvicina.

Era il 2011 quando Rupert Wyatt aveva avviato una saga prequel/reboot de Il pianeta delle scimmie, iconico romanzo di Pierre Boulle reso immortale dal film di Franklin J. Schaffner con Charlton Heston, e maldestramente riportato sul grande schermo nel 2001 da Tim Burton. In sette anni, la prima scimmia evoluta Cesare, portata in vita dall’eccezionale mimica di Andy Serkis, è diventata un leader carismatico, un capopopolo pacifista suo malgrado coinvolto in scontro continui con un’umanità che non ha la minima intenzione di arrendersi all’estinzione, e che cerca un responsabile fisico da eliminare come capro espiatorio per esorcizzare l’inevitabile fine. Matt Reeves, già regista del secondo capitolo Apes Revolution, torna dietro la macchina da presa per la conclusione della parabola di Cesare (per quanto un quarto capitolo sia già in lavorazione), mettendo in scena il momento dello scontro finale tra scimmie e umani che si ricollega più o meno direttamente con il libro di Boulle (cominciano a spuntare nomi noti, dal “principe ereditario” Cornelius, interpretato da Roddy McDowell nel classico del 1968, e la piccola e muta Nova, Linda Harrison nella versione originale). La saga del rinato Pianeta delle scimmie continua con una carica profondamente mitologica e simbolica, facendo buon uso di un linguaggio epico da racconto di fondazione e trasformando il protagonista Cesare in una figura a metà tra il cristologico ed il mosaico, messia pronto a sacrificarsi per la salvezza del proprio popolo (perfino crocifisso) e patriarca che guida la propria gente attraverso il deserto per raggiungere la Terra Promessa dove scorrono latte e miele. Rispetto al capitolo precedente Reeves perde però in ritmo, e l’intero primo tempo è costruito nella (lunghissima) attesa del confronto tra Cesare e la sua nuova nemesi, l’anonimo Colonnello di Woody Harrelson, che effettivamente non delude al momento in cui finalmente appare: anche lui trasfigurato in un figura biblica, padre che sacrifica il proprio figlio per la salvezza del mondo, Harrelson contrappone al desiderio di pace delle scimmie una folle eppure esatta profezia di un mondo alla fine, visioni apocalittiche che diventeranno però realtà nell’universo immaginato da Boulle. Mentre gli esseri umani perdono progressivamente il raziocinio e si avviano all’autodistruzione, l’epopea di Cesare diventa una immagine lucida e tragicamente pessimista di una contemporaneità che non crede più di potersi salvare, e che non aspetta altro che una possibilità di ricominciare da capo, di premere un tasto “reset” per il mondo augurandosi che i nuovi signori del pianeta siano capaci di farne un uso migliore dei loro predecessori. Accompagnato dalla bella musica di Michael Giacchino ed arricchito da momenti profondamente emozionali, The War – Il pianeta delle scimmie chiude bene il ciclo cominciato nel 2011, sfruttando i punti di forza di una serie che si è dimostrata sorprendente sotto più punti di vista, non rinunciando ad un alto tasso di spettacolarità e smorzando bene la tensione grazie alla new entry Scimmia Cattiva di Steve Zahn. Probabilmente troppo lungo rispetto al contenuto effettivo, The War è comunque una degna conclusione della trilogia, una riflessione metaforica ma chiarissima improntata a un pessimismo cosmico che ripone le proprie speranza in qualcosa (qualcuno?) di radicalmente altro.

TITOLO ORIGINALE: War for the Planet of the Apes

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