SKY CINEMA FAMILY HD, 19.40: Bongo e i tre avventurieri

BONGO E I TRE AVVENTURIERI di Jack Kinney, Bill Roberts, Hamilton Luske, William Morgan. Con (voci) Dinah Shore, Walt Disney, Pinto Colvig, Clarence Nash. USA. 1947. Animazione.

Tratto da Bongo l’orsacchiotto di Sinclair Lewis e Jack e il fagiolo magico di Benjamin Tabart, Bongo e i tre avventurieri è il nono Classico Disney secondo il canone ufficiale. In Bongo, un orso giocoliere scappa dal circo per vivere nei boschi, ma scoprirà che la vita selvaggia non è idilliaca come pensava…almeno fino a che non si innamorerà della bella orsetta Lulubelle, corteggiata però anche dal bruto Lumpjaw. In Topolino e il fagiolo magico, i tre contadini Topolino, Paperino e Pippo raggiungo un castello nel cielo grazie a una pianta di fagioli magici; qui i tre troveranno ad attenderli il gigante Willie, che non è troppo felice di avere visitatori.

Gli anni Quaranta furono un periodo di magra per i Disney Studios, con tutte le risorse del mercato americano dirottate allo sforzo bellico e poco o niente, ovviamente, rimasto per le attività artistiche e culturali come il cinema. Puntando al risparmio, Walt Disney produsse una serie di film a episodi, in cui venivano assemblati insieme cortometraggi inizialmente pensati per essere lungometraggi a sé stanti. Stavolta, gli episodi messi insieme, uniti dal sottile filo della narrazione del Grillo Parlante e del ventriloquo Edgar Bergen, sono solo due: il primo è Bongo, tratto da un racconto di Sinclair Lewis, inizialmente pensato per essere una sorta di prequel di Dumbo, con l’orsacchiotto protagonista star dello stesso circo dell’elefantino volante; il secondo è Topolino e il fagiolo magico, storia in lavorazione già da un decennio, continuamente ritardata per via del calo di popolarità di Topolino rispetto a Paperino e Pippo (aggiunti infatti in un secondo momento). Già i film corali non sono esattamente i più amati di casa Disney, Bongo e i tre avventurieri poi fu anche tra i più sfortunati, pur non essendo affatto tra i peggiori. Una regia a otto mani, che include il futuro gotha di casa Disney Hamilton Luske, risulta effettivamente farraginosa e incerta, con toni e stili che si alternano andando a scapito del ritmo, specie nel primo episodio; il controllo semi-dittatoriale di Walt Disney su tutti i propri film, però, assicura una certa coerenza narrativa, ed i singoli registi sono poco più che tecnici al servizio di una singola visione. Bongo è a tutti gli effetti un episodio debole, con una storiella che non appassiona e non conquista, un po’ come l’imbranato orsacchiotto domestico protagonista, che anche nelle sue avventure di (scarso) adattamento alla vita selvaggia non riesce ad attirare le simpatie del pubblico. Inizialmente buffa e infantile, la favola silvana diventa improvvisamente truce sul finale, senza peraltro dare alcuna giustificazione né armonia al brusco cambio di tono. Va molto meglio con Topolino e il fagiolo magico, cortometraggio riproposto più volte all’interno di varie antologie, che porta con sé tutta la freschezza e l’umorismo dei primissimi corti di Topolino, aggiornato con le nuove tecniche d’animazione e la colorazione brillante e precisa del Technicolor. Oltre che ai tre irresistibili e collaudati protagonisti, la simpatia dello spettatore va inevitabilmente al vanesio gigante Willie (Billy Gilbert nella versione originale, Arnoldo Foà in quella italiana), che già dal tormentone Fee Fi Fo Fum si rivela inevitabilmente simpatico; ben consapevole del proprio pubblico, Disney previene le proteste per la fine del gigante con un gustosissimo epilogo, che rimette in riga il narratore (Edgar Bergen o Pico de Paperis, a seconda delle versioni) per la gioia degli spettatori. Come tutti i film corali, Bongo e i tre avventurieri è una pellicola altalenante, che risente della presenza di troppe menti dietro alla realizzazione e di una notevole differenza di toni (e di qualità) da un episodio all’altro: in questo caso, possiamo dimenticare un primo corto comunque relegato all’oblio, e goderci un secondo che invece è stato riproposto in ogni salsa, forte della popolarità dei tre “campioni di bandiera” di casa Disney.

TITOLO ORIGINALE: Fun and Fancy Free

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