STUDIO UNIVERSAL, 23.05: L’uomo che uccise Liberty Valance

L’UOMO CHE UCCISE LIBERTY VALANCE di John Ford. Con James Stewart, John Wayne, Vera Miles, Lee Marvin. USA, 1962. Western.

Penultimo western di John Ford, L’uomo che uccise Liberty Valance ha vinto quattro premi internazionali, ed ha ricevuto altre tre nomination, una delle quali agli Oscar (Migliori Costumi). Nella cittadina di Shinbone arriva un nuovo cittadino, il giovane e idealista avvocato Ransom Stoddard. Come l’uomo realizza a proprie spese, la città è ostaggio del bandito Liberty Valance, che opera nella più totale impunità; nonostante gli avvertimenti dell’esperto pistolero Tom Doniphon, l’unico che si oppone a Valance, Stoddard decide di rimanere a Shinbone, convinto di poter portare la legalità in una terra dove domina solo la legge del revolver.

Vicino alla fine della propria lunga carriera, il regista John Ford si prepara a dire addio al genere che lo ha consacrato tra i grandi del cinema, e lo fa con un film crepuscolare e nostalgico che rimane tra i suoi migliori di sempre. Già la tecnica scelta da Ford per L’uomo che uccise Liberty Valance è una vera e propria dichiarazione di intenti: accantonata la pellicola a colori, il film viene realizzato in bianco e nero, quasi a voler riportare lo spettatore all’epoca d’oro del western, al momento della leggenda di cui il film vuole essere un vero e proprio epitaffio. Il Vecchio West viene rappresentato al momento del proprio declino, con la civilizzazione e la statalizzazione che stanno rapidamente avanzando verso le lande sconfinate che erano terra di banditi, violenza e soprusi, certo, ma anche di sconfinata libertà, di eroismo e di miti, l’ultima frontiera del romanticismo e del sogno. John Wayne torna nel ruolo ormai crepuscolare del pistolero solitario, un antieroe taciturno e dal grilletto facile che si trova faccia a faccia con l’estinzione della propria specie rappresentata da James Stewart, rampante avvocato di città, che sogna di portare la legge dove l’unica riconosciuta è quella del più forte, e che porta con sé un vento di cambiamento cui i cowboy che cavalcano maestosamente verso il tramonto non possono sopravvivere; altro “dinosauro” è l’uomo che a loro si oppone, il Liberty Valance di Lee Marvin, un villain classico che, al pari di Wayne, si rifiuta di sparire senza un’ultima lotta, senza combattere fino in fondo per la sopravvivenza propria e del mondo che lo ha generato. Lo scontro tra i tre diventa squisitamente simbolico nelle mani di Ford, che trasforma i personaggi maschili in altrettanti modelli di vita e di società, mentre Vera Miles, donna divisa tra le attenzioni dei protagonisti, diventa così l’America stessa, combattuta tra l’anima della frontiera e dell’avventura da una parte, e quella della civiltà e della stabilità dall’altra. L’affresco si arricchisce di personaggi di contorno semplicemente memorabili, tra cui spiccano il caratterista Andy Devine nei panni del vigliacco sceriffo Link Appleyard e Edmond O’Brien, altro testimone di un’epoca che ha da venire nel ruolo del giornalista Dutton Peabody. Mentre la politica subentra in un regno monopolizzato in precedenza dalla sola abilità con la pistola, però, la riflessione di Ford si fa amara e malinconica, tale da portare il pubblico a rimpiangere l’epoca delle leggende che volge al termine, specie nella consapevolezza che la tanto declamata civiltà che la segue si basa solo su bugie, su miti che pretendono di brillare della luce riflessa dei precedenti, e su una forma di violenza magari più sottile ma comunque endemica e imperante, in un “progresso” che da ultimo si limita a perdere la schiettezza e la limpidezza della società precedente. “Se la leggenda diventa realtà, vince la leggenda”, chiosa Joseph Hoover, e L’uomo che uccise Liberty Valance è esattamente il racconto di come verità e realtà svaniscano di fronte al Mito, alla leggenda che fonda una Nazione e che ne mantiene salde le fondamenta, indipendentemente dalla sua veridicità: non solo il romantico ed appassionante necrologio di un genere cinematografico, ma di un’epoca intera.

TITOLO ORIGINALE: The Man Who Shot Liberty Valance

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