SKY CINEMA FAMILY HD, 21.00: Uno zoo in fuga

UNO ZOO IN FUGA di Steve “Spaz” Williams. Con (voci) Kiefer Sutherland, Greg Cipes, Janeane Garofalo, Jim Belushi. USA, 2006. Animazione.

Esordio alla regia di Steve “Spaz” Williams, Uno zoo in fuga ha ricevuto una nomination agli Artios ed una agli Stinker Award. Nello Zoo di Central Park, il leoncino Ryan non riesce ancora a ruggire, fallendo le aspettative del padre Samson, nato nella savana. Volendo vivere le avventure di cui suo padre gli racconta continuamente, Ryan fugge dallo zoo, ma finisce intrappolato in un container diretto in Africa. Samson e i suoi amici, lo scoiattolo Benny, la giraffa Bridget, il koala Nigel e l’anaconda Larry, si imbarcano per l’Africa su mezzi di fortuna, dove l’istinto selvaggio del leone dovrebbe avvantaggiarli. “Dovrebbe”…

In piena crisi creativa due anni dopo il capitombolo di Mucche alla riscossa e tre anni prima del rinascimento avviato da La principessa e il ranocchio, la Disney si trova a fare i conti con una spiazzante mancanza di idee, derivata dal non sapersi ben bilanciare tra la nuova tendenza dell’animazione computerizzata e l’anima di quella tradizionale. Senza sapere bene che fare, anche il colosso dell’animazione americana si risolve ad usare la più antica ed efficace tecnica di chi è a corto di idee: il plagio. Guardandosi intorno e selezionando i più grandi successi della concorrenza, la Disney, coadiuvata dalla C.O.R.E. Feature Animation, rifà senza neanche nasconderlo troppo il Madagascar della DreamWorks, solo investendoci più soldi e chiamando alla regia un maestro dell’animazione in CGI come Steve “Spaz” Williams, il mago degli effetti speciali dietro lavori rivoluzionari come The Mask di Charles Russell. In quanto a tecnica, in effetti, non c’è niente da ridire riguardo a Uno zoo in fuga, anzi: Williams è abbastanza preciso e maniacale da animare singolarmente ogni singolo pelo, piuma o scaglia degli animali protagonisti, arrivando ad un realismo eccezionale, rivoluzionario per l’epoca e all’avanguardia ancora a distanza di anni. Peccato che non ci sia di fatto un film al servizio del quale poter mettere la tecnica. La sceneggiatura, scritta ad otto mani da illustri sconosciuti, è semplicemente improponibile, una storiellina semplice semplice affollata di personaggi tagliati con l’accetta e mai esplorati, stereotipi ambulanti a quattro zampe che irritano dopo appena un paio di scene. Anche l’ovvia evoluzione dei protagonisti è affrettata e superficiale, con una caratterizzazione che brilla più che altro per l’assenza. Venendo dalla Disney, è inevitabile che il film faccia ampio riferimento a Il re leone, ma gli ammiccamenti e gli omaggi si affollano fino a diventare francamente troppi, tradendo la propria natura di fan service pensato per distogliere l’attenzione da una mancanza totale di idee originali. L’avventura procede stancamente e senza nessun particolare guizzo, e perfino il confronto finale con i disturbanti gnu carnivori guidati da un ruspante William Shatner (Glauco Onorato nella versione italiana) lascia parecchio a desiderare in quanto a mordente. Va ancora peggio sul versante della commedia: fatti salvi un paio di elementi, come l’anaconda idiota di Richard Kind/Mino Caprio o i camaleonti 007 di Chris Edgerly e Bob Joles (rispettivamente Paolo Buglioni e Roberto Stocchi), l’umorismo è stupido e scadente, e si adagia volentieri su una serie di gag rigorosamente scatologiche che stancherebbero perfino un bambino di sei anni. Sospeso tra siparietti per bimbi in età prescolare e riferimenti che può capire solo un pubblico adulto, Uno zoo in fuga non trova una propria identità né un proprio target, e il fatto di avere alla base una sceneggiatura scritta nei ritagli del tempo libero e un regista interessato più alla tecnica d’animazione che non alla regia vera e propria, rende il film un colossale e imbarazzante fallimento. Meglio stendere un velo pietoso.

TITOLO ORIGINALE: The Wild

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